«L’attuale Esecutivo ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 Ottobre 2019, una serie di norme riguardanti il settore dei giochi leciti. All’art. 28 del provvedimento, “Blocco dei pagamenti a soggetti senza concessione”, si minacciano sanzioni salatissime alle società emittenti carte di credito, agli operatori bancari, finanziari e postali, nel caso procedano al trasferimento di denaro a favore di soggetti non autorizzati a raccogliere gioco.

Tale norma – segnala Michele Natale, lettore di Jamma – dovrebbe rappresentare una tutela per gli operatori legali e sicuramente un efficace mezzo per contrastare l’evasione ed il riciclaggio. Peccato che la stessa norma poi modificata in legge è in vigore dal 2011, e precisamente LEGGE 15 LUGLIO 2011 N°111.

In 8 anni non abbiamo mai avuto notizia di sanzioni comminate a qualche ente finanziario o istituto bancario, eppure la raccolta del gioco illegale in Italia ha avuto in tale periodo una crescita esponenziale, paragonabile a quella gestita dallo Stato.

Questa inerzia ha fatto si che ingenti capitali siano stati, in primis riciclati ed inoltre siano stati trasferiti all’estero con enorme danno per l’Erario».

Mentre, aggiungiamo noi, in nome di una non ben definita “etica dell’istituto” che – affermano i direttori di banca – impedisce rapporti con gli operatori del gioco, molti istituti bancari ostacolano l’attività di raccoglitori del gioco lecito minacciando la chiusura del loro conto corrente, nulla viene fatto per quelle transanzioni verso operatori non regolarizzati in Italia che di etico hanno veramente molto poco. Ma serve veramente una legge per evitare questo?

«Ci si chiede, – continua Michele Natale – ma perché lo Stato non agisce avendone comunque i mezzi legislativi? Perché anziché demonizzare e perseguitare gli operatori regolari ed autorizzati non mette in campo una seria strategia per combattere il gioco illegale? Possibile che nessuno nei Palazzi del Governo si renda conto che l’unico presidio di legalità sul territorio è rappresentato dalla miriade di sale autorizzate? O dobbiamo tornare a pensare che il Generale Rapetto ci aveva visto giusto?».