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Mai materia è risultata così ostica alla Regione Piemonte quanto il gioco. A distanza di anni dall’avvio del dibattito politico che ha portato nel 2016 alla approvazione di una legge regionale che limita fortemente le attività di gioco pubblico e da meno di un anno alla messa al bando delle slot (dai locali a meno di 300 e 500 mt dai luogi sensibili), non mancano forti perplessità circa la comprensione da parte delle autorità di cosa sia un apparecchio da intrattenimento. La legge regionale approvata nel 2016 detta norme finalizzate a prevenire il gioco d’azzardo patologico (GAP) e a tutelare le fasce più deboli e maggiormente vulnerabili della popolazione, nonché a contenere l’impatto delle attività connesse all’esercizio del gioco lecito sulla sicurezza urbana, sulla viabilità, sull’inquinamento acustico e sulla quiete pubblica.

Con riferimento all’individuazione della tipologia degli apparecchi per il gioco lecito soggetti ai divieti di collocazione previsti dalla legge in questione la Regione ha precisato che da un’interpretazione logico-sistematica della norma che definisce il gioco d’azzardo patologico come la patologia che caratterizza i soggetti affetti da sindrome da gioco con vincita in denaro, si evince che siano esclusi dall’applicazione della disciplina gli apparecchi che, pur funzionando con l’introduzione di denaro, non prevedono l’erogazione di vincite in denaro (es: calciobalilla, flipper, biliardo).

Ciò nonostante una circolare esplicativa indirizzata agli enti locali interessati e firmata da Michele Petrelli, direttore-segretario generale della Regione Piemonte, lascia molti dubbi in proposito. La circolare specifica infatti che gli apparecchi interessati dalla norma sono quelli della tipologia comma 6 e 7 dell’art. 110 Tulps per cui è prevista licenza 86 e ex 88 rilasciate rispettivaemnte da Comune e e Questura. La legge regionale n.9 del 2 maggio 2016 ‘disciplina’ quindi ‘ la collocazione degli apparecchi’ comma 6 ( e quindi slot e Vlt) e comma 7 (quelli che non consentono vincite in denaro) prevedendo una specifica distanza dai luoghi sensibili diversa a seconda della popolazione ( 300 e 500 mt).

Insomma, se da una parte si specifica che la legge riguarda solo gli apparecchi a vincita (d’azzardo), dall’altra ( e in una circolare ad uso di di controlla il rispetto della norma) si precisa che le distanze valgono anche per gli apparecchi comma 7. Così, da quello che ci risulta, l’installazione degli apparecchi di puro intrattenimento viene consentita, potremmo dire ‘tollerata’, ma a rischio e pericolo del gestore o dell’esercente che potrebbero incorrere nella contestazione di ‘controllori’ troppo zelanti.

A ridosso della pausa estiva dell’attività amministrativa e politica, il Consiglio Regionale è tornato ad occuparsi della legge regionale su sollecitazione degli operatori del settore per i quali l’applicazione delle norme ha significato l’azzeramento delle loro attività. In quella occasione è stato annunciato che il prossimo 11 ottobre si svolgerà un convegno di analisi e valutazione dell’impatto della legge in Piemonte. In quella stessa occasione, vista anche la partecipazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sarebbe importante fare chiarezza, in modo definitivo, su questa ambiguità. mc

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