In questa fase di grande incertezza e preoccupazione per il settore del gioco legale, deliberatamente ignorato dallo Stato, pesantemente penalizzato e per questo a serio rischio dopo oltre due mesi di chiusura totale, c’è solo una cosa che infastidisce più dell’indifferenza: la leggerezza di affermazioni che sfiorano la battuta.

Come altro definire la notazione di Maurizio Fiasco, stimato sociologo, ricercatore e docente su Sicurezza Pubblica e Gioco d’azzardo che, come è noto, non ha una visione troppo benevola sul comparto del gioco legale e che, ora, avanza anche una possibile soluzione per migliaia di imprese che rischiano di non potersi risollevare da questa crisi.

Fiasco osserva che “le concessionarie hanno per anni “venduto al venditore”, cioè a tanti piccoli gestori, istallatori, manutentori le opportunità di reddito perché distribuissero capillarmente il gioco d’azzardo”.

Per tutte queste famiglie – e solo per esse – che hanno “aderito in buona fede alle offerte allettanti” delle cinque maggiori concessionarie di gioco, anzi dei “giochi a soldi” come precisa il professor Fiasco “vanno predisposti degli ammortizzatori sociali, il cui onere è in parte da mettere a carico dei concessionari e il resto dello Stato”.

Questa proposta in una situazione di totale violazione dei diritti più elementari per le imprese di gioco, tra istituti bancari che negano prestiti senza motivo ed enti locali che escludono le aziende del settore da ogni possibile agevolazione.

Sulla riuscita della battuta, se lo è, non abbiamo dubbi. Sulla validità della proposta, qualora lo fosse, decidano i lettori…