Emi Rebus e CNI stanno avviando una collaborazione: unirsi per tutelare il gioco legale in tutto.

“Una agenzia di scommesse non può fare a meno di una slot, un gestore di slot non può prendere le distanze da una sala scommesse”, ha detto Enrico d’Ambrosio, del CNI, introducendo l’incontro tra le due associazioni.

“Come presidente di Emi Rebus  ci siamo battuti per tutelare il comparto in occasione dell’entrata in vigore delle leggi regionali , ha detto Antonia Campanella, presidente di Emi Rebus Puglia. “Siamo prima di tutti essere umani, siamo 150.000 lavoratori, dobbiamo essere uniti. E’ ora che il comparto reagisca. La situazione è difficile, ci stanno schiacciando, ci sentiamo criminali, anzi siamo trattati da criminali”. “Abbiamo bisogno di farci vedere, abbiamo bisogno di manifestarci”, ha spiegato Antonia Campanella.

“Mi hanno insegnato nella vita che non si sputa nel piatto dove si mangia. Di Maio e i Cinque Stelle hanno finanziato Reddito di Cittadinanza e Quota 100 con le entrate dai giochi. Dobbiamo confluire in un unico movimento, agiamo insieme, abbiamo poco tempo. Il settore sta crollando. Oggi non so quante saranno le agenzie che non riusciranno a riaprire”.

“Il gioco legale deve essere tutelato, non parlo d’azzardo, perchè questo non l’abbiamo mai fatto. E’ giusto confrontarci anche con i concessionari per parlare di una ripartenza. Purtroppo non siamo considerati una industria, nessuno dei nostri imprenditori e nessun lavoratori può essere declassato, considerato di serie B. Tutta la demogagia di questo Stato per poi continuare a rimpinguare le casse dello Stato con il gioco legale”, ha detto il presidente del CNI , Gianmaria Chiodo.

“Ci stanno cancellando. Non arriva la cassa integrazione, si perdono posti di lavoro. Non possiamo vincere questa battaglia senza unione”, ha aggiunto Antonia Campanella. “Virtual spenti, slot spente, monitor spenti? Ma davvero pensano di farci riaprire in questo modo? Ma vi pare credibile?”, chiede Campanella.

“Abbiamo l’idea di partecipare alla manifestazione del 2 giugno che si terrà a Roma, mantenendo l’identità di ogni rappresentanza. Ci saranno tanti settori, tanti imprenditorie. Noi non possiamo mancare, del resto siamo la categoria più massacrata”, ha spiegato Antonia Campanella. “Vogliamo esserci insieme a tantissimi altri movimenti italiani. Dobbiamo poter partecipare in sicurezza, soprattutto in considerazione della particolarità del momento. E’ una sorta di test di prova, per capire cosa possiamo e sappiamo fare”.