A testa alta Lara, dipendente in sala slot a Castelfranco Veneto (TV), racconta la sua storia.

“Mi chiamo Lara e ho 29 anni, ho iniziato la mia esperienza lavorativa in questo settore in una Sala Slot di Castelfranco Veneto. Ho cercato invano lavoro dopo esser diventata mamma, avendo avuto parecchie porte chiuse proprio per questo motivo. Qui invece e per fortuna mi hanno dato la possibilità di imparare una nuova professione che subito ho preso a cuore e con serietà. E che mi è piaciuto fin da subito. Per chi pensa non sia un lavoro serio, vi dico che è un lavoro come tanti altri, dove ci si mette in gioco e si fanno sacrifici giorno dopo giorno. Come ben si sa quando si sceglie di lavorare nel settore dell’intrattenimento come nel mio caso si sceglie anche di passare la maggior parte del proprio tempo in una Sala che a casa con la famiglia. Weekend e festivi compresi. Nonostante non sia un lavoro fisicamente pesante, i giorni alle volte si confondono tra loro. Chi accetta questo tipo di vita lavorativa, non lo fa solo per lo stipendio, ma perchè diventa una passione vera e propria. Come è successo a me! E penso anche a tanti altri! Noi siamo fermi dall’8 Marzo come tutti. E fermi ci tocca restare. Dopo esserci anche adeguati all’orario spezzato messo in vigore a Gennaio, riducendoci le ore di lavoro, ora dobbiamo passare anche in questa bruttissima fase. Che preciso nessuno ha voluto e che si accetta per il bene degli altri e di noi stessi. Ma ora che le cose dovrebbero man mano riprendere, sentire queste indignazioni nei nostri confronti è una cosa irreale. Paghiamo le tasse e lavoriamo come tutti gli altri.

Allungare i tempi per noi che siamo qui fermi da 3 mesi, con una Cassa integrazione ancora da vedere, è una bastonata per noi che abbiamo affitti/mutui da pagare e una famiglia a casa. E parlo anche per tutti gli imprenditori che hanno fatto sacrifici su sacrifici per le loro attività, sentirsi dire ora che questo settore è un insulto nei confronti di altri settori lavorativi mi sembra ancor piu surreale nel 2020. Vogliamo ritornare a lavorare, vogliamo che i nostri datori di lavoro abbiano la possibilità di farci continuare questa professione, invece di licenziarci per forze maggiori. Molte persone dovrebbero provare a fare questo lavoro almeno 1 giorno per capire di cosa si parla. Ma purtroppo viviamo in un paese dove prima fai comodo e dopo vieni dimenticato. Purtroppo bisogna dirla cosi. Spero con tutta l’anima che qualcosa cambi anche per noi, che siamo qui immobili ad attendere qualcosa di positivo per il norsto futuro che per ora risulta incerto. Le notti per molti di noi sono notti diventate giorni inteminabili, dove non si riesce piu a dormire sereni”.

SE HAI DA DIRE QUALCOSA ANCHE TU, VUOI RACCONTARE LA TUA STORIA DI LAVORATORE DEL GIOCO LEGALE, INVIA UNA EMAIL A [email protected]

o un messaggio via facebook alla pagina Jamma-Il quotidiano del Gioco

Ricordati di indicare il tuo nome