A testa alta Dario, responsabile sala slot a Bologna, chiede la riapertura delle attività del gioco legale.

“Mi chiamo Dario e sono responsabile presso una sala slot nella periferia di Bologna. Scrivo quanto segue per unirmi al coro dei vari propietari di sale slot e sale scommesse e di attività di gioco legale. Come tutti è dall’08/03 che abbiamo chiuso l’attività come imposto dallo Stato per l’emergenza coronavirus. Ad oggi, mentre tante attività hanno già riaperto, persino centri sociali e ricreativi con naturalmente le procedure anti-Covid19, per noi è ancora tutto da decidere, dalle procedure alla data di apertura. Questo governo sembra dimenticarsi che le attività di gioco oltre che essere fonte primaria di entrate per lo Stato, oltre che essere dei punti di riferimento per le forze dell’ordine, grazie alle telecamere installate esternamente che internamente, oltre che essere punti sicuri di ritrovo, visto le normative in vigore, sono anche fonte di lavoro per migliaia di persone come me. Non capisco la reticenza dei 5 Stelle a farci riaprire che vedono il gioco legale come il male assoluto. Ma lo sanno che noi dipendenti abbiamo fatto un corso FAD del Ministero della Salute per il riconoscimento dei ludopatici e per il loro indirizzamento all’eventale luogo a cui rivolgersi per curarsi? Bar e luoghi ove è possibile acquistare alcolici non mi risulta che abbiano fatto corsi per aiutare gli alcolisti, eppure mi sembra che siano molti di più gli alcolisti che i ludopatici, mi sembra che gli alcolisti sono causa di morte per vari motivi, incidenti stradali ecc. ecc. eppure i bar, le rivendite di alcolici sono aperte, con protocolli anti-Covid, ma aperte, mentre noi chiusi per un ottuso idelogismo che ci vede come i fautori di tutti i mali. E che dire dei tabaccai che sono rimasti sempre aperti? Il tabagista è meno importante nella scala dellle patologie del ludopatico? Ma questo governo lo sa che noi lavoratori abbiamo ricevuto un misero acconto della cassa integrazione per il mese di marzo poi più nulla e abbiamo problemi a far la spesa per semplicemente mangiare? Ma questo governo lo sa che tante aziende non riusciranno a riaprire e tanti dipendenti, come i loro titolari, resteranno senza lavoro? Basta con questa discriminazione tra lavoratori ed aziende dettate più da motivi ideologici che da motivi reali. Le aziende del gioco legale con i loro lavoratori fanno parte del tessuto sano del nostro paese. Vogliamo lavorare, è un nostro diritto!”.

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