Non è una esagerazione, è semplicemente la constatazione di ciò che è avvenuto con la nuova regolamentazione del gioco automatico senza vincita di denaro.

Il legislatore ha fornito un indirizzo alla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) chiedendo la regolamentazione dei giochi senza vincita in denaro per contrastare la diffusione di offerte irregolari di gioco a vincita con gli apparecchi di puro intrattenimento.

Le regole che sono uscite a giugno 2021 hanno confinato nell’illegalità tutti i giochi automatici precedentemente installati. Nell’irregolarità sono finiti anche calcio balilla, biliardi, flipper, dondolanti e altri apparecchi per bambini che non c’entrano proprio nulla con il gioco d’azzardo. Trovo difficile immaginare un giocatore patologico che si accanisce a giocare in una microguida dove c’è un gioco, ma si vince sempre e solo un piccolo gadget per bambini.

A questo si aggiunge che ADM oggi, e AAMS prima, nonostante le nuove divise introdotte dal Direttore Minenna, non ha mai avuto il pieno controllo del territorio: sequestri e sanzioni sono state contestate per violazioni amministrative o per irregolarità riscontrate su apparecchi tracciati e connessi in rete come AWP e VLT (per i quali l’operatore riconosciuto ha svolto un ruolo importante come presidio dello Stato sul territorio), solo in rarissimi casi hanno riguardato i temutissimi totem o altri apparecchi privi di Nulla Osta ADM. Spesso tali sanzioni, a seguito di ispezioni di Guardia di Finanza e SIAE, non sono state confermate dalla magistratura.

È indiscutibilmente un problema il gioco d’azzardo offerto con apparecchi irregolari ma l’illecito ha un appeal limitato di fronte ad offerte dello Stato che propongono fino a centinaia di migliaia di euro di vincite regolari.

I giochi a vincita non regolamentati hanno successo dove lo Stato ha fallito, ovvero in quei territori dove l’ADM non è riuscita a spiegare a Sindaci e Governatori che l’offerta statale dei giochi è un servizio pubblico, che non può e non deve essere contrastato.

Per questo si parla e si straparla di riordino dei giochi, una misura rimandata da oltre 5 anni, e nel frattempo si infierisce su un settore già in crisi che soffre la concorrenza del gioco distribuito tramite tablet e smartphone.

Nelle nuove regole si chiede la immodificabilità per un calcio balilla o per un ping pong, dimostrazione di una visione burocratica molto lontana dalla realtà: i dirigenti ADM hanno dimenticato le loro esperienze da bambini quando, anche loro, avranno certamente frequentato circoli e oratori per giocare con gli apparecchi senza vincita di denaro.

A calcio balilla ci giocano i bambini che spesso infilano il cappellino nelle porte per recuperare la pallina e continuare all’infinito la loro partita… perché il calcio balilla non può essere immodificabile. Ci sono mille modi per modificare flipper o calcio balilla e nell’oratorio o nel circolo i gestori spesso lasciano fare, lasciano liberi di socializzare i giovani frequentatori di queste location.

Parlo di bambini probabilmente rievocando con nostalgia scene del passato perché oggi i più piccoli sono troppo spesso davanti al tablet, nel passeggino o al tavolo del ristorante, a seguire cartoni animati o le dinamiche di un videogioco online.

Questo dovrebbe essere un problema da porsi: come incentivare la socializzazione in presenza delle nuove generazioni troppo spesso incollati davanti alla TV e allo schermo del cellulare. Ci sono più dipendenti dalla rete (fino a casi estremi come il fenomeno degli hikikomori) che dipendenti dal gioco d’azzardo.

Allora l’obbligo del Nulla Osta per il calcio balilla e ping pong a cosa serve? A contrastare l’installazione di tali apparecchi negli oratori e negli agriturismo? A disturbare la vendita dei supermercati? Oppure ADM vuole avere un ruolo nella organizzazione delle competizioni, riconosciute come sport, che si tengono su questi apparecchi del vecchio coin-op? m.b.