“Abbiamo raggiunto una immunità di gregge che parte da lontano da anni di discriminazione e difficoltà: noi ripartiremo”

Sono Antonio Guitto,

un esercente Eurobet di Napoli e non posso che condividere la frustrazione ed il senso di abbandono che noi tutti stiamo vivendo ai tempi del Covid 19.

Siamo invisibili, eppure le nostre aziende private lavorano per lo Stato, il settore garantisce ogni anno 11mld di entrate erariali, ma nessuno ne parla.

Spesso lo facciamo tra di noi sulle testate specializzate lamentandoci di tanta indifferenza, ce la cantiamo e suoniamo ma non arriviamo a comunicarlo al grande pubblico.

E’ di tutta evidenza che i media nazionali si occupano del gioco esclusivamente per fatti di cronaca giudiziaria e/o per limitazioni imposte da regolamenti regionali o comunali. In questi due mesi di lockdown poche voci si sono levate talvolta in maniera confusa per rivendicare la giusta attenzione , quasi ci vergogniamo di cosa facciamo e del nostro lavoro.

E’ arrivato il momento di chiederci cosa non ha funzionato.

Soffriamo un “ distanziamento sociale e culturale “ dall’opinione pubblica, dal territorio e dalla politica.

Noi esercenti abbiamo abdicato al nostro ruolo smettendo di essere rappresentati, confidando in strategie e relazioni istituzionali di “ altri “soggetti -.

Ci hanno chiesto di resistere in attesa di riforme che avessero riordinato il settore ottimizzando l’offerta di gioco e rendendo profittevole il lavoro che svolgiamo con tanta passione. Sappiamo come è andata: insopportabili aumenti di tassazioni e una valanga di ordinanze e leggi regionali e comunali, dulcis in fundo la pandemia.

Ci sono responsabilità di chi ha taciuto, di chi non ha saputo parlare alla politica pensando che quegli 11 mld fossero irrinunciabili e che prima o poi ci avessero riabilitati presso le istituzioni.

Dobbiamo cambiare passo, recuperare il contatto con la gente come raccontano i tanti colleghi A TESTA ALTA e soprattutto riprendere quel dialogo con le istituzioni locali e nazionali uscendo dal corto circuito con iniziative utili a riconnettersi con la società civile.

Il settore aveva una formidabile occasione in questo momento tragico per il paese di recuperare l’immagine con gesti liberali e donazioni a favore dell’emergenza sanitaria, non mi pare che sia stato fatto.

Fondamentale è comunicare e spiegare a livello nazionale che quegli 11 mld di imposte servono a costruire scuole, ospedali migliorare l’ambiente e a dare un reddito di cittadinanza a chi ha perso il lavoro.

Un noto ministro dell’economia della nostra Repubblica ebbe a dire che le tasse sono una cosa bellissima. Ecco mi piacerebbe che ci battessimo per dare un vincolo di destinazione alle imposte raccolte da tutta la filiera del gioco pubblico, sicuramente saremo più rispettati.

In conclusione: ripartiremo, abbiamo raggiunto una immunità di gregge che parte da lontano da anni di discriminazione e difficoltà ma dobbiamo cambiare prospettive e comunicazione.

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