Se salta il contratto per la raccolta di scommesse sportive per il mancato raggiungimento dei volumi minimi previsti salta anche quello per i servizi online. Lo ha stabilito il Tribunale Civile di Roma chiamato ad esprimersi nel merito del contenzioso tra un concessionario di scommesse e un esercizi pubblico.

I fatti

Nel 2017 i titolari di un esercizio stipulano con una concessionaria di gioco pubblico il contratto per la commercializzazione dei giochi pubblici ” e un “contratto di mandato per la sottoscrizione di contratti di conto di gioco”.

A distanza di pochi mesi dall’inizio dell’attività di ricevitoria, la concessionaria comunicava la risoluzione di diritto del contratto di commercializzazione dei giochi pubblici ai sensi dell’art. 1456 c.c. , in considerazione dle fatto che la società mandataria non aveva rispettato i volumi minimi di raccolta delle scommesse sportive a quota fissa negli ultimi due periodi di 4 settimane ciascuno. A unizio 2018, pertanto, disattivava anche la ricevitoria interrompendo anche il servizio relativo dell’attività di commercializzazione dei prodotti on line . Un comportamento considerato illegittimo da parte del titolare della ricevitoria ritenendo che i due contratti autonomi e distinti e che, dunque, in merito al contratto di commercializzazione on line , non fosse intervenuta alcuna la risoluzione.Sulla based i questo si richedeva un risarcimento danni di 80.000 euro.

Tesi che non ha trovato d’accorrdo il giudice del Tribunale romano cper il quale ” benché la comunicazione di risoluzione del contratto di commercializzazione (c.d. fisico) non faccia espresso riferimento anche alla risoluzione di quello, sottoscritto contestualmente, di servizio per la partecipazione al gioco a distanza (c.d. on line ) e nonostante i due contratti presentino pattuizioni differenti l’uno dall’altro, nondimeno, emerge chiaramente come le parti avessero inteso agganciare la vigenza del secondo (c.d. on line ) a quella del primo (c.d. fisico), secondo la regola simul stabunt, simul cadent “.

Di fatti come riportato nelle premesse del contratto di servizio per la partecipazione al gioco a distanza (on line)  le parti hanno dato atto di aver firmato ” un contratto per la commercializzazione dei giochi pubblici esercitati mediante le condizioni fisiche  mediante il quale il Mandante ha affidato al mandatario la gestione di un punto vendita per la commercializzazione di giochi pubblici in suo nome e per suo conto “. Lo stesso contratto stabilisce che “il presente contratto si risolverà automaticamente qualora il Contratto Punto di Vendita perderà di efficacia per qualsiasi motivo “. Emerge, quindi, chiaramente la volontà delle parti di prevedere quale causa di risoluzione automatica del contratto di servizio per la partecipazione al gioco a distanza (c.d. on line ), la perdita di efficacia, per qualsiasi motivo, del contratto di commercializzazione dei giochi leciti (c.d. fisico)”.