Avv.Marco Ripamonti su parere CdS su CTD e procedura ex Art.1 comma 644, legge 190/14.
In esclusiva per Jamma le considerazioni dell’avv.Marco Ripamonti, noto avvocato esperto del comparto scommesse e difensore in innumerevoli processi, sul parere del Consiglio di Stato in data 8 luglio 2020, circa la disciplina di cui all’art.1 comma 644, legge 190/2014.

“Tengo per me, naturalmente, i profili essenziali di difesa correlati alla legge di stabilità ed alla procedura di regolarizzazione, che svolgo nei diversi processi penali di cui mi occupo. E mi limito semplicemente a qualche riflessione. Già il fatto che il Ministero dell’Interno abbia ritenuto di richiedere lumi al Consiglio di Stato la dice lunga sulla scarsa chiarezza e problematicità del comma 644. Sono sempre stato convinto sostenitore del fatto che il comma 644 riconosca e legittimi i non aderenti e decaduti rispetto alla regolarizzazione, innescando un sistema pseudo autorizzatorio che si pone in parallelo al sistema concessorio tipico ed in ciò condivido appieno quanto affermato dal CdS sul profilo giuridico della procedura autorizzatoria dei non aderenti”, commenta Ripamonti.

“Del resto, il valore legittimante sta nel semplice fatto che per i destinatari del comma 644 vengono posti precisi obblighi in base ai quali dover operare. Un primo aspetto singolare è però lo iato tra quello che innegabilmente è una sorta di riconoscimento agli aderenti al comma 644 e la previsione in esso stesso contemplata circa la salvezza della contestazione penale, comunque operante. Altra questione è il profilo discriminatorio tra coloro che, persistendo nella prosecuzione di una attività in difetto dei titoli, proprio grazie a tale pervicacia, si siano trovati in vantaggio rispetto a prudenti chiusure o a (ri)aperture successive, in un regime di fatto autorizzatorio che non da’ senso alcuno a tale discrimen. Altro profilo interessante è quello fiscale, dove un trattamento in ipotesi più penalizzante gravante sui non regolarizzati, ma comunque emersi mediante il comma 644, non andrebbe a trovare giustificazione alcuna. Il nuovo bando di gara sui punti fisici sta ritardando oltremodo di anno in anno e ciò rende sempre più vana ogni argomentazione basata sulla eccezionalità della sanatoria, i cui titoli sono stati di fatto prorogati alla luce di una circolare ADM di appena una pagina. Credo, in definitiva, che l’affaire sanatoria abbia dato luogo a profili rilevanti sia in termini di costituzionalità, che di compatibilità comunitaria ed il parere del CdS in argomento ne costituisca ulteriore conferma. Credo anche che il protrarsi sine die dell’attuale stato di fatto possa costituire un argomento per gli operatori estromessi dal sistema attuale, ma interessati ad accedervi ed ecco perché lo Stato dovrebbe affrettarsi a bandire una nuova gara”, conclude l’avvocato.