Il Tribunale Ordinario di Vallo della Lucania conferma una giurisprudenza consolidata su gioco e informazioni sulle probabilità di vincita di una lotteria.

L’inottemperanza dell’obbligo del gestore della lotteria del “gratta e vinci”, ai sensi dell’art. 7, comma 5, del d.l. n. 158 del 2012 (decreto Balduzzi), di stampigliare sui tagliandi delle lotterie l’avviso relativo alle probabilità di vincita, non determina la nullità del contratto di scommessa,
essendo quell’obbligo espressivo non di una regola conformativa del contenuto del contratto bensì di una regola di condotta per il concessionario.

E’ quanto ribadisce il Tribunale Ordinario di Vallo della Lucania riformando così la pronuncia del Giudice di Pace di Agropoli del 2018. Un giocatore infatti si era rivolto al giudice per chiedere di essere risarcito di 5.000 euro, ovvero dell’importo giocato acquistando atgliandi che a suo dire non riportavo per esteso la dicitura sulla probabilità di vincta.

Nello specifico, in fase di processo, l’operatore di gioco ha sottolineato come l’assenza dei messaggi non necessariamente è ricondicibile ad una fase successiva all’entrata in vigore delle norme in questione.

Il giudice ha invece ritenuto di accogliere il ricorso contro la decisione assunta dal Giudice di Pace, che aveva accolto la richiesta del giocatore, ribadendo che l’obbligo della stampa della probabilià di vincita, come l’obbligo imposto imposto dalle norme “costituisce dunque una regola di condotta per il concessionario, punita con una sanzione amministrativa, non una regola conformativa del contenuto del contratto. È indubbio che quell’obbligo sia stato introdotto al fine di contrastare la dipendenza patologica dal gioco, ma questo ovviamente non è sufficiente per poter affermare che la mancanza della stampigliatura sui tagliandi comporti la nullità del contratto di scommessa. Così, ad esempio, anche l’ente gestore di un’autostrada ha l’obbligo di informare gli utenti, con apposita segnaletica, delle condizioni stradali, ma la mancanza di segnaletica potrebbe comportare al massimo una responsabilità aquiliana del gestore, non certo la nullità del contratto di utenza dell’autostrada”. La violazione di norme, per quanto inderogabili, riguardanti il comportamento dei
contraenti può essere soltanto fonte di responsabilità, ma non causa di nullità negoziale. La legge, infatti, non solo non prevede alcun divieto di vendita di tagliandi privi delle informazioni prescritte dall’articolo 7, comma 5, d.l. 158/12; ma al contrario, comminando espressamente una sanzione amministrativa per i gestori di scommesse che non si attengano alle prescrizioni ivi previste,
per ciò solo ha mostrato di ritenere che la violazione del suddetto obbligo informativo non deve riverberare effetti sulla validità del contratto.

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