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Prosegue la polemica a Trento per il voto del Consiglio provinciale che la scorsa settimana ha modificato la legge che disciplina il gioco, spostando di due anni il limite entro il quale dovranno essere rimossi gli apparecchi non in regola con il distanziometro.

L’assessore alla salute, Luca Zeni, ha spiegato: «Nel 2015 la chiusura delle sale esistenti venne votata con un emendamento, ma sulla sostenibilità giuridica ci sono molti dubbi. L’emendamento approvato dal consiglio provinciale, prevede una proroga di due anni per le sale dedicate che la legge provinciale del 2015 stabilisce dovrebbero chiudere (parliamo di 4-5 casi in Trentino): la ratio, più che evidente, è quella d’evitare pericolosi contenziosi, attendendo di capire come si orienterà la giurisprudenza rispetto a questa particolare disposizione. Nulla quindi ha a che vedere con l’impostazione che questa Provincia ha adottato nel corso degli ultimi anni rispetto alla lotta alla ludopatia. È un emendamento proposto da un consigliere di opposizione, che prevedeva di togliere l’obbligo di distanza dai luoghi sensibili per tutti».

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