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(Jamma) – Bruxelles, 27 Giu – “Gli enti locali sono a disagio” nel contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo “per il personale non in grado di gestire simili emergenze e anche dal punto di vista economico”.

Lo ha detto Simona Neri, sindaco di Pergine Valdarno e referente Anci Toscana per il contrasto alla dipendenza del gioco d’azzardo in occasione della tavola rotonda ‘L’azzardo non è un gioco’ organizzata all’Europarlamento di Bruxelles.

“Nei 8000 comuni italiani sono pochi a non avere slot, come quelli con meno di 500 abitanti. 800mila sono i giocatori patologici in Italia, il 5 per cento dai 15 ai 19 anni”.

Il tavolo sulle ludopatie di Anci Toscana promuove un percorso di cura in collaborazione con le aziende sanitarie, le forze dell’ordine, le persone dei comuni e il mondo dell’associazionismo e volontariato.

“La legge 57 del 2013 regolamenta la distanza delle nuove sale da luoghi sensibili, lasciando una piccola finestra per gli enti locali per individuare ulteriori luoghi sensibili”, spiega la Neri.

“Noi abbiamo scritto una bozza sul gioco lecito da distribuire ai sindaci”, spiega, “con divieto aprire sale vicino a stazioni ferroviarie, compro oro, sportelli bancari”. Inoltre, continua Neri, abbiamo proposto “una modifica della legge che introduce l’obbligo di formazione permanente per gli esercenti”. (Alessio Pisanò, JAMMA)

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