“Si chiede di sapere se il Ministri in indirizzo vogliano adottare tutte le iniziative di competenza per permettere l’immediata ripresa a porte chiuse dell’attività ippica agonistica su tutto il territorio nazionale, nel rispetto dei protocolli sanitari e logistici che si renderanno necessari per assicurare la tutela dei dipendenti e di tutti gli operatori”. E’ quanto chiedono in un’interrogazione ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e per le politiche giovanili e lo sport i senatori della Lega Gian Marco Centinaio, Marzia Casolati, Giorgio Maria Bergesio, Gianpaolo Vallardi e Rosellina Sbrana.

Advertisement

“E’ forte la preoccupazione espressa dai rappresentanti di categoria sul protrarsi della sospensione dell’attività ippica agonistica per effetto delle misure restrittive adottate dal Governo per contenere l’emergenza epidemiologica da COVID-19;

l’azzeramento dei ricavi registrato in questi mesi dal settore rappresenta una reale minaccia alla sopravvivenza del comparto ippico, anche alla luce dello stato di assoluta criticità in cui versa da tempo;

il comparto, che assorbe migliaia di posti di lavoro, non avendo attualmente alcun mezzo di sostentamento economico, non riesce a sostenere i costi di mantenimento dei cavalli e delle strutture funzionali all’esercizio dell’attività;

il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha stilato un documento concernente un protocollo per lo svolgimento delle corse a porte chiuse, che è in attesa del vaglio del comitato tecnico-scientifico e del Ministero della salute;

le società stanno continuando tutte le attività necessarie per l’allenamento dei cavalli all’interno degli ippodromi, curando e manutenendo tutti gli impianti ed attrezzature e dando puntuale applicazione alle disposizioni normative relative all’emergenza COVID-19;

l’incertezza legata all’eventuale ripresa dell’attività ippica agonistica non permette alcun tipo di programmazione, privando il settore della possibilità di investimenti; questo è vero per l’impianto di Vinovo (Torino), tra i migliori in Italia, e per tutti gli altri ippodromi impegnati nell’incrementare l’efficienza e migliorare la qualità dei servizi;

altri Paesi europei, anch’essi interessati all’emergenza COVID-19, tenuto conto della peculiarità dell’attività delle corse, che presenta rischi di contagio pressoché nulli o comunque identici a quelli individuati per l’allenamento consentito dei cavalli, hanno già avviato l’attività;

eventuali ritardi danneggeranno irreversibilmente la già fragile economia della filiera, allontanando la possibilità di una ripresa in tempi rapidi del settore”.

L’interrogazione sarà svolta presso la 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare).