Gioco d’azzardo patologico, dalla provincia di Treviso la richiesta di una legge nazionale che metta un argine a questo fenomeno. Si tratta del disegno di legge presentato lo scorso 18 febbraio in Senato, ora in attesa di essere incardinato nella commissione competente, e che ricalca il regolamento scritto dall’avvocato Gigliola Osti del centro studi dell’Anci trevigiano.

Il disegno di legge è stato sottoscritto da 51 senatori e ha come prima firmataria la senatrice Sonia Fregolent, sindaco di Sernaglia della Battaglia e presidente della conferenza dei sindaci del distretto Ulss 2 di Pieve di Soligo. L’intento è quello di limitare e controllare l’apertura delle sale gioco con vincite in denaro non solo nei comuni trevigiani ma in tutta Italia.

“Un giocatore d’azzardo patologico rovina se stesso e il tessuto famigliare: il fenomeno è in espansione e va fermato – dichiara la senatrice Fregolent -. È una battaglia che ho fatto sul territorio e che ora mi è stato chiesto di portare in Parlamento: perché venga approvato in tempi breve servirà un forte sostegno di tutta la comunità trevigiana. A fronte delle iniziative dei sindaci con specifiche ordinanze e regolamenti, mancava una legge nazionale che andasse a normare le aperture in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale”.

Il disegno di legge, nato con la consulenza del Gruppo di Lavoro sulla Ludopatia dell’associazione dei Comuni della Marca Trevigiana, vieta l’apertura di qualsiasi nuova sala giochi con apparecchi con vincita di denaro in locali che si trovino ad una distanza minore di 500 metri dai luoghi sensibili come scuole, oratori e centri sportivi, e minore di 100 metri dai luoghi che commercializzano denaro, oro o oggetti preziosi. Inoltre impone come orario di apertura di queste attività la fascia 8-22 di tutti i giorni della settimana.