Le condizioni di sicurezza rispetto al rischio da contagio COVID che le attività di slot, scommesse e giochi in generale possono garantire non costituiscono ad oggi un motivo di interesse per il Comitato Tecnico Scientifico, ovvero l’organismo istituito con competenza di consulenza e supporto alle attività di coordinamento per il superamento dell’emergenza epidemiologica dovuta alla diffusione del Coronavirus.

Rispetto all’invio allo stesso comitato del documento con il quale le attività di gioco legale propongono un rafforzamento delle misure di protezione previste dai protocolli approvati in sede di Conferenza Stato Regioni nei mesi scorsi, in coincidenza con la riapertura successiva al primo lockdown, gli esperti non hanno ritenuto di dover esaminare la documentazione in considerazione del fatto che tutte le attività sono sospese come da DPCM.

In parole povere la chiusura delle attività con decreto presidenziale esclude la possibilità di un revisione della misura, ovvero l’impossibilità che si riapra prima della scadenza dei termini previsti, ma anche solo che vengano prese in considerazione le proposte avanzate dal comparto.

Il Comitato precisa infatti che “in ragione del provvedimento normativo in atto il Comitato rimanda l’eventuale (per dire che non si dà per scontata) analisi del documento all’esito della ripresa delle attività di sale gioco, gaming, bingo e scommesse, che saranno consentite da norme di futura emanazione in relazione al miglioramento degli indici epimediologici”.

Con questo documento il Comitato conferma quindi che la sua funzione consultiva non è propedeutica alle decisioni del governo e quindi della politica, atto successivo e di sola conferma delle decisioni dell’esecutivo.

Se la linea d’intervento resta quella confermata dal documento del CTS che abbiamo potuto visionare si parlerà di riapertura delle attività solo a seguito del miglioramento degli indici di contagio, ovvero sulla base dei report del Ministero della Salute. cm