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In seguito all’approvazione da parte del Comune di Luino (VA) del regolamento che limita l’accensione delle slot machine sul territorio dei ventiquattro comuni del Piano di Zona interviene l’Ascom.

“Anche se qualche commerciante dice che Ascom Luino non si è interessata del regolamento – spiega il presidente Franco Vitella -, l’assessora Franzetti ha ricevuto lettera, circa un mese e mezzo fa, nella quale avevamo evidenziato le problematiche derivanti da questo regolamento e dalla futura ordinanza. Molto commercianti non hanno struttura adeguata per inibire il giocatore di mattina o in orario pranzo, perché molti apparecchi sono nello stesso locale del bar. Inoltre, le attrezzature sono collegate al Monopolio di Stato e hanno un serio regime di controllo. In questi casi chi dice, agli orari stabiliti, al giocatore che deve smettere di giocare? Sicuramente ci saranno problemi di ordine pubblico. Sono pochi i locali che hanno sale dedicate alle slot, ma gli altri?”.

“Quello della ludopatia – spiega ancora il direttore Ascom Luino, Franco Vitella -, è un problema grosso e lo stato non può scaricare: il Lotto e il Superenalotto non sono droghe allo stesso modo? Io penso che il problema è molto più articolato, non si può risolvere così. L’offerta del gioco, come dicono i gestori, è diversificata, come lo sono le scommesse. In pochi minuti, per i patologici, c’è il rischio di spendere un mucchio di soldi. Se bisogna intervenire lo si deve fare a 360 gradi, oppure credo sia necessario incontrarsi e capire come organizzarsi, insieme”.

“Siamo orientati a chiedere una proroga – conclude Vitella -, vogliamo verificare insieme ai comuni più grandi i problemi più grossi, farlo insieme agli esperti del settore, ma prima dell’entrata a regime del regolamento comunale con l’ordinanza. Per il momento troviamo solo oneroso per i pubblici esercizi spegnere per sei ore le macchinette. Alcuni di loro, infatti, in un periodo di crisi come questo, trovano sostentamento così, e da quanto ci hanno detto diversi cambierebbero gli orari di apertura, lasciando a casa anche dipendenti”.

Ad intervenire qulla questione, anche molti gestori di apparecchi da gioco che nelle scorse settimane hanno chiesti, senza successo di poter essere ascoltati dall’amministrazione.

I problemi, infatti, a detta degli esercenti, non sono solo di carattere repressivo, con difficoltà da parte loro nel mandare via i giocatori, soprattutto quelli patologici, ma anche legati ai controlli: “Verranno i vigili o le forze dell’ordine a cacciare i giocatori dalle macchinette? – si domanda un gestore – . E una volta spente le slot sapete quanti altri giochi ci sono? Gratta & Vinci e 10e Lotto, sono tanto diversi? Se si spengono le macchinette e i giocatori continuano con altri giochi? Che senso ha? In tanti pensiamo sia solo una mossa pubblicitaria, per far vedere che i comuni sono sul pezzo e dalla parte dei più deboli. Ma conoscono la nostra quotidianità? Perché non ci hanno voluto ascoltare?”.

“Credo che oltre al gioco ci siano tante droghe da contrastare – spiega un altro gestore del centro di Luino -. Perché la vendita di alcol o sigarette non è limitata solo in mattinata? Oggi troviamo gratta e vinci ovunque, anche nei supermercati, e si mettono a fare la ‘guerra’ contro le slot machine. Il problema non è il gioco, ma è la facilità di accesso al gioco. Le persone più deboli, le fasce più disagiate, troveranno il modo di giocare, magari anche online”.

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