Print Friendly, PDF & Email

Puglia. Rinviato oggi l’esame in Commissione sanità, presieduta da Pino Romano, del testo unificato contenente le proposte di modifica alla legge regionale di contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (GAP). Le richieste di modifiche, originariamente, erano state presentate dai consiglieri Domenico Santorsola e Paolo Pellegrino e riguardavano entrambi l’articolo relativo alle autorizzazioni necessarie per l’apertura e l’esercizio dell’attività delle sale gioco.

Nello specifico con la proposta si intendeva meglio delineare la fattispecie dell’illecito amministrativo, individuando in maniera più appropriata i destinatari della norma e le relative sanzioni.

Si tratta di proposte di modifica che vanno in senso opposto rispetto a quella del consigliere Abaterusso su cui , nelle scorse settimane, si sono espressi in modo molto critico gli esponenti del gruppo del M5S

La decisione del rinvio è scaturita dall’opportunità di avere come punto di riferimento normativo una specifica legge nazionale in materia, che possa definire dei criteri uniformi da adottare su tutto il territorio nazionale. Su proposta del consigliere Fabiano Amati, è stato deciso di audire il procuratore della Repubblica di Brindisi Antonio De Donno in qualità di presidente del comitato scientifico Eurispes, considerato che, a proposito di alcune soluzioni adottate dalla politica, come i distanziometri e divieti di pubblicità, si è già espresso definendole arbitrarie e selettive con il rischio che aumenti la marginalità e si riducano i concessionari.

E proprio ieri, nel corso di un evento sul tema del gioco d’azzardo patologico organizzato dall’Università di Bari, tenutosi presso la sede di Brindisi, il procuratore De Donno ha definito il distanziometro uno strumento “selettivo e arbitrario, perché riduce il volume di gioco. Il giocatore problematico è già predisposto a dirigersi in posti non vicini. È una misura che aumenta la marginalità e riduce i concessionari pubblici, questo apre un grosso spazio agli appetiti della criminalità organizzata, compresi i fenomeni di usura”. “Il controllo dello Stato è forte, affidato ai concessionari. Marginalizzare il sistema concessorio aumenta gli spazi di gioco illecito e illegale anche online- ha aggiunto De Donno.

Commenta su Facebook