Ieri dopo una lunga seduta del Consiglio Regionale è stata sospesa per sei mesi l’entrata in vigore della legge regionale sulla ludopatia. Sei mesi in cui il consiglio Regionale chiederà al Governo di legiferare in materia, essendo necessaria una omogenea organizzazione della materia, tra esigenza di tutela dalla ludopatia e dal gioco patologico e disciplina del gioco legale sul territorio.

L’autore dell’emendamento che ha di fatto prorogato il distanziometro è il consigliere regionale Ernesto Abaterusso presidente Gruppo consiliare LeU/I Progressisti.

“La mia proposta di legge – sottolinea Abaterusso – contro l’introduzione del distanziometro che di fatto faceva decadere tutte le concessioni relative al gioco legalizzato è diventata legge regionale”.

“A seguito di ciò, il Consiglio regionale della Puglia ha sei mesi di tempo per discutere e approvare una nuova legge che migliori attraverso una serie di misure (rafforzamento dell’informazione con campagne di comunicazione e informazione che indirizzino il giocatore verso un approccio al gioco legale consapevole e moderato; lettura della tessera sanitaria o di altro documento d’identità per impedire l’accesso al gioco d’azzardo patologico a minori e soggetti in cura; rafforzamento dei presidi socio-sanitari dedicati alla cura dei giocatori problematici) volte a combattere il gioco d’azzardo patologico e ad eliminare l’inutile, oltre che dannoso, distanziometro che, come abbiamo avuto modo di spiegare durante i lavori del Consiglio odierno, farebbe perdere il lavoro a 20mila pugliesi e cancellerebbe il gioco legale controllato dallo Stato per introdurre il gioco illegale a quel punto non più sotto il controllo dello Stato e di conseguenza potenzialmente esposto alle infiltrazioni criminali. Si otterrebbe così il risultato esattamente opposto rispetto a quello voluto da tutti”.

Un’altra cosa chiesta da Abaterusso ed accolta dall’assise regionale è che durante i lavori dei prossimi sei mesi siano ascoltati Procuratori della Repubblica delle province pugliesi, Prefetti, rappresentanti delle forze dell’ordine, delle gerarchie ecclesiastiche, responsabili del settore sanitario, organizzazioni sindacali e di categoria e quanti altri possano offrire un contributo volto a legiferare in maniera trasparente e utile.

Commenta su Facebook