Un a cosa è certa: la legge in materia di contrasto al gioco d’azzardo patologico approvata dalla Regione Piemonte nel 2016 ha letteralmente cancellato un settore composto da aziende che operavano nella legalità e sulla base di una concessionate statale.

Il progressivo adeguamento alle distanze minime dai luoghi sensibili ha notevolmente ridimensionato anche la presenza degli apparecchi da intrattenimento a vincita nei pubblici esercizi.

Quello che non si sa, o di cui si sa poco, sono i risultati raggiunti attraverso gli interventi messi in campo in termini di cura e prevenzione della dipendenza da gioco e le statistiche dalle quali ricavare dati sull’efficacia del ‘distanziamento’ imposto alle attività di raccolta di gioco legale (solo per alcune di queste).

Gioovedì 28 gennaio le Commissione Economia, Sanità e Legalità del Consiglio Regionale avvieranno l’esame sulla relazione alla clausola valutativa della legge regionale. Si tratta come è comprensibile di dati non proprio aggiornati agli ultimi mesi ma si spera utili a ‘fotografare’ realmente l’efficacia delle norme che in più occasioni il comparto del gioco e i rappresentanti di governo hanno denunciato essere inadeguate rispetto agli obiettivi prefissati.  (foto di repertorio- manifestazione degli operatori presso la sede della Regione Piemonte)