Pubblicato il dossier del ‘Servizio bilancio dello Stato’ – Verifica delle quantificazioni in merito al Decreto Fiscale. Di seguito i riferimenti alle disposizioni che riguardano l’omesso versamento dell’imposta unica e i requisiti per esercenti e concessionari in materia di giochi pubblici. (Si ricorda che la verifica delle relazioni tecniche che corredano i provvedimenti all’esame della Camera e degli effetti finanziari dei provvedimenti privi di relazione tecnica è curata dal Servizio Bilancio dello Stato. La verifica delle disposizioni di copertura è curata dalla Segreteria della V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione). L’analisi è svolta a fini istruttori, a supporto delle valutazioni proprie degli organi parlamentari, ed ha lo scopo di segnalare ai deputati, ove ne ricorrano i presupposti, la necessità di acquisire chiarimenti ovvero ulteriori dati e informazioni in merito a specifici aspetti dei testi).

Omesso versamento dell’imposta unica

La norma dispone la chiusura, con provvedimento dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (di seguito: ADM), dei punti vendita nei quali si offrono al pubblico scommesse e concorsi pronostici qualora il soggetto che gestisce il punto di vendita (o il soggetto per conto del quale l’attività è esercitata) risulti debitore dell’imposta unica, in base ad una sentenza, anche non definitiva, la cui esecutività non sia sospesa. La chiusura diventa definitiva con il passaggio in giudicato della sentenza di condanna. Il provvedimento dell’ADM contiene l’invito al pagamento, entro trenta giorni dalla notifica, di quanto dovuto per effetto della sentenza di condanna e l’intimazione alla chiusura se, decorso il periodo previsto, non sia fornita prova dell’avvenuto pagamento. L’ADM avvisa il competente Comando della Guardia di Finanza per procedere all’esecuzione della chiusura. In caso di violazione della chiusura dell’esercizio, il soggetto sanzionato è punito con la sanzione amministrativa da euro diecimila a euro trentamila, oltre alla chiusura dell’esercizio in forma coattiva. In caso di sentenza favorevole al contribuente successiva al versamento del tributo, l’ADM dispone il rimborso delle somme dovute, come risultanti dalla sentenza, entro novanta giorni dal suo deposito. Inoltre, l’ADM diffida coloro che risultino inadempienti, in tutto o in parte, al versamento dell’imposta unica e, in caso di mancato versamento, procede all’escussione delle garanzie prestate. Il soggetto obbligato è tenuto a reintegrare la garanzia a pena di decadenza della concessione. Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

La relazione tecnica afferma che il contenzioso in materia di imposta unica che vede vittoriosa l’amministrazione, relativo alle sentenze pronunciate nel 2018, è pari ad un importo di circa 74 milioni di imposta. L’ammontare complessivo degli accertamenti effettuati nel 2018 è stato pari a 120 milioni, che, sulla base dell’andamento delle pregresse annualità, fa stimare al 70% l’indice di positività del contenzioso. Le pronunce favorevoli del 2018 confermano tale dato. La norma proposta può consentire un più immediato recupero dell’evasione pregressa oppure, in caso di chiusura dei punti vendita, di veicolare la raccolta delle scommesse verso operatori in regola con gli obblighi fiscali. Al fine di rendere la previsione più prudenziale, tenendo anche conto del fatto che le sentenze favorevoli non definitive possono essere riformate in secondo grado o in Cassazione, la relazione tecnica stima che i maggiori importi annui per l’Erario siano pari a 30 milioni. La RT rappresenta che il principale effetto dissuasivo della norma è nei confronti dei soggetti non in regola con il pagamento dell’imposta unica. Si tratta in particolare di soggetti che raccolgono scommesse illegalmente o che, ancorché operatori legali, omettono il versamento dell’imposta. La disposizione prevede che l’Agenzia possa procedere alla chiusura dell’esercizio a fronte di una sentenza che, anche non definitivamente, accerti la debenza dell’imposta. Relativamente agli effetti finanziari, la norma ha ritorni erariali sia sotto l’aspetto preventivo, ovvero nel senso di ridurre a regime i casi di omesso versamento dell’imposta, sia di ritorno alla legalità di quegli operatori che abbiano omesso il versamento. Al riguardo, tenuto conto che la norma impedisce l’esercizio dell’attività a coloro che non versano l’imposta ovvero prevede la possibilità di continuare tale attività – ove si tratti di soggetto in regola con le altre norme che consentono l’esercizio delle scommesse (in primis, concessione dello Stato e autorizzazione di polizia) – solo previo versamento del tributo, si stima che la misura servirà o al recupero dell’imposta relativa alle operazioni effettuate sia per il 2020 sia per il futuro, oppure a veicolare la domanda di gioco verso il circuito regolare. In entrambi i casi, l’imposta dovuta sarà versata all’Erario. La stima effettuata, come sopra specificato, tiene conto delle sentenze favorevoli ottenute dall’Agenzia, alle quali vanno aggiunte le attività investigative della magistratura e delle forze di polizia nell’ambito delle scommesse illegali svolte nell’ultimo triennio.

La disposizione non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli provvede agli adempimenti connessi all’attuazione con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. In merito ai profili di quantificazione, si prende preliminarmente atto delle valutazioni fornite dalla relazione tecnica, secondo la quale la disposizione in esame, in quanto dotata di carattere fortemente dissuasivo, avrebbe l’effetto di recuperare e prevenire l’evasione in una misura che viene stimata in circa 30 milioni di euro annui. Si prende atto altresì che, sempre in base alla RT, tale stima assumerebbe carattere prudenziale, tenuto conto dell’ammontare complessivo degli accertamenti effettuati nel 2018 (pari a 120 milioni) e dell’andamento delle pregresse annualità nonché delle pronunce favorevoli del 2018, che inducono la stessa relazione a stimare nel 70 per cento l’indice di positività del contenzioso.

Ciò premesso, si evidenzia che la norma, a fini dissuasivi, prevede la chiusura dei locali fisici (“punti di vendita”) in relazione all’evasione dell’imposta unica. La RT (come sopra detto) assume a base delle stime il contenzioso sull’imposta unica, la quale è però applicabile a pronostici e scommesse anche on line, come per esempio i giochi di abilità a distanza con vincita in denaro, il gioco del bingo a distanza, le scommesse sportive con raccolta a distanza o su eventi simulati (“scommesse simulate” o “scommesse virtuali”). Pur prendendo atto, dunque, del carattere prudenziale delle stime, al fine di suffragare gli effetti di maggior gettito atteso, sarebbe opportuno chiarire quanta parte del contenzioso sull’imposta unica sia relativa a giochi e scommesse la cui raccolta avviene in locali appositi e quanta parte a giochi con raccolta a distanza ossia, appunto, al di fuori di punti di vendita. Inoltre, per quanto riguarda la contabilizzazione, appare necessario che sia chiarito se le imposte dovute e non versate, sulle quali è in atto del contenzioso, siano iscritte nei tendenziali di finanza pubblica, e in quale misura, ovvero se le stesse ne siano state escluse, ciò al fine di verificare se le somme recuperate per effetto della norma in esame costituiscano vere e proprie maggiori entrate tributarie oppure incassi ex post di entrate accertate e già scontate. Andrebbe altresì chiarito se, ai fini del saldo di indebitamento netto (che segue il criterio della competenza economica), l’imposta unica risulti iscritta al momento dell’accertamento o del versamento.

Requisiti per esercenti e concessionari in materia di giochi pubblici

La norma interviene sui requisiti previsti per l’esercizio delle attività economiche di gioco pubblico. In particolare, si dispone che, fermi restando gli ulteriori requisiti previsti a legislazione vigente, non possano essere titolari o condurre esercizi commerciali, locali o altri spazi all’interno dei quali sia offerto gioco pubblico, operatori economici che hanno commesso violazioni definitivamente accertate agli obblighi di pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali e che il divieto di partecipare a gare o a procedure ad evidenza pubblica o di ottenere il rilascio o rinnovo o il mantenimento di concessioni in materia di giochi pubblici sia applicabile anche nel caso in cui, per le società partecipate da fondi di investimento o assimilati, la condanna o l’imputazione per determinati reati siano riferiti al titolare o al rappresentante legale o negoziale ovvero al direttore generale della società di gestione del fondo. Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

La relazione tecnica afferma che la disposizione non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli provvede agli adempimenti
connessi alla sua attuazione con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

In merito ai profili di quantificazione, non si hanno osservazioni da formulare considerata la natura ordinamentale delle disposizioni.