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(Jamma) – “La ludopatia è una patologia che colpisce a 360° e senza distinzioni. Il gioco d’azzardo è un problema di salute pubblica, troppo spesso trascurato. Lo Stato italiano che rappresenta e dovrebbe difendere i cittadini non può fare l’esattore sui soggetti deboli, ignorando che ci sono delle ricadute negative sulla salute della persona che dovrebbe tutelare. C’è un comportamento profondamente immorale che non può essere assecondato né sviluppato. Non si può pensare che realizzando una legge finanziaria si debbano avere degli introiti fissi, addirittura previsionali, da questo tipo di attività”. 

E’ quanto dichiarato presso la Camera dei Deputati dall’On. Fabio Rampelli (FdI-An), intervenuto alla conferenza stampa conclusiva del progetto “Mind the G.A.P. – Attenti al Gioco d’Azzardo Patologico”, realizzato dal Modavi Onlus e da IdeAzione CIAO, grazie al finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Dipendenze.

“Noi abbiamo presentato una proposta di legge a contrasto di questo genere di patologia di cui abbiamo più volte chiesto la calendarizzazione, abbiamo manifestato la nostra idea in ogni legge finanziaria e di bilancio, anche tramite emendamenti, per tentare di modificare questo quadro, per aumentare la tassazione e anche i controlli” ha aggiunto Rampelli.

“Si parla di un bene non negoziabile, la vita, che noi intendiamo salvaguardare sempre e comunque. Lo Stato, anche se vuole fare cassa, dovrebbe fare di tutto per evitare che i propri cittadini possano ammalarsi, al massimo potrebbe spalmare la tassazione su altre categorie, ma non speculare su questa patologia, non incamerare quattrini sulla malattia delle persone. Voglio ricordare anche che il settore che diffonde il gioco d’azzardo non è che abbia dato esattamente prova di grande correttezza nei confronti dello Stato. E’ necessario e opportuno sottolinearlo, c’è stato un tasso di evasione fiscale, di mancato collegamento delle macchinette ai sistemi di controllo che è da capogiro. Parliamo di cifre multimiliardarie. Io penso sia del tutto improponibile procedere con uno sconto sull’evasione conseguita pari a cifre che nessuna impresa italiana potrebbe mai rivendicare nei propri rapporti con il fisco. Siamo al paradosso più totale, su un’attività malsana che colpisce la salute dei cittadini e di quelli più deboli, c’è un’evasione fiscale, che è oggetto di studio, e quando tutto questo lavoro è stato fatto e si sono accertati 5 miliardi di evasione fiscale si arriva addirittura a fare uno sconto significativo che riduce l’ammanco di 10 volte. La perversione di questo circuito è rappresentata da questa serie di incongruenze tutte incastrate tra loro come in un perverso puzzle che va smontato” ha concluso Rampelli.

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