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(Jamma) – “Stiamo mettendo a punto i criteri del nuovo bando sulla ludopatia destinato ai Comuni della Lombardia. Un provvedimento che mettera’ a disposizione altri 2 milioni di euro per lo sviluppo di progetti destinati a contrastare questo triste fenomeno. Nella lotta al gioco d’azzardo patologico, Regione Lombardia non arretra di un passo e anche nelle prossime settimane proseguira’ con azioni mirate a far comprendere quanto grave sia questa piaga sociale”.

Lo annuncia l’assessore regionale al Territorio e Urbanistica Viviana Beccalossi, team leader della Giunta per la lotta alla ludopatia, che questa mattina a Pavia ha preso visione dei progetti realizzati sul territorio grazie al primo bando lanciato nel 2015 da Regione Lombardia, che ha permesso di finanziare 68 iniziative su tutto il territorio.

“La nostra azione – spiega Viviana Beccalossi – prosegue grazie alla grande intesa con i sindaci. Pavia si e’ infatti dimostrata da subito in prima linea al nostro fianco nell’applicare la Legge Regionale e il sindaco Massimo Depaoli e’ stato tra i primi firmatari del ‘manifesto per la lotta alla ludopatia’ e ha sottoscritto insieme a tutti i primi cittadini dei capoluogo lombardi il mio appello al presidente Renzi per chiedere al Governo di non annullare tutti gli sforzi fatti finora in Lombardia per combattere questa piaga sociale”.

“I 6 progetti pavesi – conclude Viviana Beccalossi – hanno ricevuto contributi per circa 300.000 euro e sono stati realizzati grazie al contributo di ben 129 partner tra cui 83 comuni, la ASL e gli Enti accreditati per le dipendenze oltre alle Associazioni del terzo Settore. Nel Pavese si e’ registrata un’altissima sensibilita’ sul tema, dati i numeri registrati sui giocatori e sulle cifre spese pro capite che hanno contribuito a fare di Pavia la capitale dei movimenti no slot”.

I progetti finanziati in provincia di Pavia hanno avuto come capofila, rispettivamente, i Comuni di Mortara, Pavia, Sannazzaro de Burgondi, Siziano, Stradella e Vigevano e hanno consentito di realizzare importanti azioni di mappatura del fenomeno, ma anche di prevenzione e ascolto, con il coinvolgimento di scuole e associazioni del terzo settore.

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