Il settore dei giochi si conferma una importante fonte erariale anche in tempi di pandemia. In quello che verrà ricordato come il peggior anno degli ultimi settanta, lo Stato italiano ha continuato a incassare molto denaro dal comparto .

Il settore degli apparecchi da intrattenimento a vincita, slot e vlt, ha comunque garantito, nonostante l’attività si stata sospesa per diversi mesi, preventi per oltre 3,2 miliardi di euro, a cui vanno aggiunti 250 milioni di canoni rete e 18 milioni direttamente dai concessionari.

Il GrattaeVinci, la cui vendita non è stata limitata da restrizioni anti-COVID, ha portato proventi per oltre 6,6 miliardi.

Le voci in bilancio sono ancora molte tra cui i proventi dal Bingo (1,4 miliardi) e circa 400 milioni dalle ritenute sulle vincite al Lotto. I prelievi sulle giocate di quest’ultimo hanno garantito alle casse erariali 5,2 miliardi di euro nel corso dell’anno.

Complessivamente si registra  un calo del 34% rispetto ai 14,8 miliardi di euro incassati nel 2019.

Il gioco pubblico, come pochissime altre voci di bilancio, rappresenta a tutti gli effetti una delle fonti erariali più forti per lo Stato, oltre che una sorta di ‘garanzia’ anche nei momenti meno favorevoli. Le cifre invece, considerando i periodi di chiusura, quanto siano alta la tassazione,contrariamente a quello che spesso si sente dire da esponenti politici e non solo.