Serrande chiuse per le attività di giochi e scommesse del Lazio, comprese le sale Bingo.

L’ordinanza sulla cosidetta FASE-3 fissa al 1 luglio le riaperture. Una decisione che ha deluso fortemente gli operatori di gioco del Lazio per i quali la decisione sarebbe del presidente Zingaretti.

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Dietro le scelte sulla programmazione delle riaperture c’è invece l’assessore Paolo Orneli, al quale, dobbiamo dirlo, le attività di gioco legale interessano davvero poco.

Al punto che i recenti bandi per l’erogazione di aiuti economici e sostegni prevedono, in modo esplicito, l’esclusione delle attività di gioco ritenute non etiche.

Orneli, la settimana scorsa, ha partecipato ad una audizione, in Regione, delle imprese laziali dell’intrattenimento. Un ‘tavolo tecnico’, come si usa dire oggi, organizzato dagli esponenti dell’opposizione, che avrebbe potuto pensare, per tempo, anche alle imprese di gioco.

Interpellato settimane fa da Jamma sulla chiusura delle attività di gioco legale e la mancata previsione di sostegni a queste attività, il presidente Zingaretti aveva detto di non saperne nulla e che un confronto, sulla questione, si sarebbe dovuto avviare con l’assessore Orneli, che nel frattempo si è dedicato evidentemente ad altri comparti produttivi, perchè quell’incontro, con il settore, non c’è mai stato.

Così l’ordinanza è arrivata. E non certo nella forma che gli operatori del gioco avrebbero voluto.

Paolo Orneli aveva preannunciato che “un’ora dopo il Dpcm del governo, la Regione sarebbe stata pronta ad emanare le linee guida e chiarire con le faq alcune questioni”.

Aveva poi spiegato come “la Regione Lazio non decida mai aperture anticipate rispetto al governo” e che aveva svolto un “ruolo attivo nell’impostazione delle linee guide appena approvate nella Conferenza delle Regioni. Occorre allinenamento su tutto, il Dpcm dovrà chiarire e definire alcuni parametri. Occorre ripartire in sicuerezza. No al tana liberi tutti”.

Il tana libera tutti no, ma l’allineamento con le altre Regioni, almeno questo sì.