E’ uno scontro a distanza quello tra il sottosegretario all’Economia con delega ai giochi Alessio Villarosa e il movimento No-Slot per tramite di Riccardo Bonacina, fondatore della società editoriale che pubblica “Vita”. 

“Mentre Alessio Villarosa faceva le sue roboanti dichiarazioni su Agcom, Agcom si premurava di mandare al Governo una lettera in cui (come quale autorità? con quale mandato?) invita il Governo a fare una riforma complessiva.  Nulla da dichiarare da parte del sottosegretario Alessio Villarosa? Tutto nella norma per Luigi Di Maio? Tutto tranquillo per i parlamentari del M5S? O sul tavolo di Alessio Villarosa giace quella “riforma” di cui tanto si mormora ma di cui, in nome di una dimenticata trasparenza, il M5S non fa menzione?”, scrive oggi Bonacina replicando al sottosegretario che avrebbe accusato Vita di aver scritto il falso.

“Il sottosegretario, infatti, cambia il soggetto dell’interlocuzione; dai cittadini agli «operatori del gioco». Se fino a pochi mesi fa il M5S si rivolgeva a cittadini e cittadine, associazioni e società civile, oggi nel tema del contrasto all’azzardo ha fatto una scelta di campo oramai evidente. Dice infatti Villarosa: ««prosegue l’impegno del Governo volto a rendere più sicuro il gioco legale, fornendo a tutti gli operatori della filiera regole certe».

Sui dati di fatto delle linee guida Agcom sull’applicazione del divieto, apprendiamo che a Villarosa e, dunque, al M5S sta bene così. Nessuno ha parlato di un accordo formale tra Autorità e Governo. Ma il silenzio del Governo – oggi trincerato dietro la parola “autonomia” riferita a un’agenzia con i commissari, in scadenza propio oggi (!) – a noi pare eloquente”.