Scatta domani il termine ultimo per l’adeguamento delle imprese specializzate nella distribuzione di servizi per il gioco pubblico alle norme previste dalla legge regionale della Valle d’Aosta.

L’obbligo di spegnere  le slot ospitate negli esercizi ‘generalisti’ a una distanza inferiore ai 500 metri dai luoghi sensibili è scattato alla mezzanotte del 31 dicembre scorso. Per le sale giochi l’obbligo decorrerà invece dal 1 giugno 2019.

Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio Valle d’Aosta, non nasconde la sua delusione per la mancanza di una intervento correttivo alla legge regionale. “Fermo restando la presa di coscienza del problema della ludopatia – spiega Dominidiato in una intervista concessa a Jamma Magazine– noi siamo vicini ai nostri associati che dovranno provvedere a togliere le slot perché sono state anticipate di oltre un anno le scadenze. Purtroppo devo costatare una sottovalutazione del problema del gioco d’azzardo e delle sue ricadute negative. Si parla della dipendenza da gioco d’azzardo ma troppo poco del destino delle imprese che operano nel gioco legale e della perdita dei posti di lavoro”.

Nei giorni scorsi Concommercio ha chiesto di essere audita in Commissione, ma anche di sospendere il provvedimento, in attesa che a livello nazionale vengano emanate direttive precise ed esaustive sulla lotta alla ludopatia.

In una lettera al Consiglio Regionale della Valle d’Aosta gli esercenti ricordano come l’aver anticipato al 1° giugno 2019 i termini per l’applicazione di alcune misure previste dalla legge regionale del 2015, dal punto di vista della legittimità costituzionale, non rispetta la tutela del diritto di iniziativa economica sia i principi europei di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi.

Le aziende, nel chiedere di sospendere l’applicazione del disegno di legge per “salvaguardare l’occupazione e permettere una riconversione delle sale slot dedicate in tempi adeguati o una ricollocazione in zone consentite”, annunciano la volontà di attuare, nel periodo concesso, delle misure di controllo simili a quelle delle case da gioco (registrazione accessi, tessere sanitarie o altro).

“Abbiamo avuto dei contatti telefonici nei giorni scorsi’ conferma Dominidiato ” ma come è facile capire questa è una piccola comunità e i rapporti sono per certi versi facilitati. Non serve l’ufficialità per sapere che c’è poca disponibilità da parte della politica ad accogliere le nostre richieste. Del resto la norma che anticipa l’entrata in vigore delle distanze minime ( del dicembre 2018 ndr) è stata approvata all’unanimità. In genere sono sempre ottimista, ma in questo caso non vedo spazi di manovra”.

“Il problema è che gli imprenditori si sono fidati della legge, hanno fatto investimenti importanti pensando all’entrata in vigore della legge nel 2022, e oggi si dice loro di chiudere o di trasferirsi altrove. Cosa sicuramente non facile. E’ un pò lo specchio di quello che sta succedendo in tutto il Paese, basti vedere la situazione dei negozi di cannabis light”, commenta il presidente di Confommercio Valle d’Aosta.

“Siamo anche preoccupati del calo dei dipendenti: solo una azienda, da quello che sappiamo, ne ha licenziati 25. L’effetto della norma sarà chiaro nelle prossime settimane. Per il momento le aziende saranno occupate a ritirare gli apparecchi. Volendo fare una stima possiamo parlare di circa 50 licenziamenti nell’immediato, in solo sei sale giochi. Si tratta di sale che recentemente avevano fatto investimenti consistenti”.

Di fronte alla situazione Confcommercio non può che richiamare al rispetto della legge. “Ovviamente consigliamo ai nostri associati di adeguarsi. Sappiamo che gli organi deputati al controllo sono già pronti. Non possiamo fare altro, per il momento. Nei prossimi giorni è prevista l’audizione che avevamo chiesto, in quella occasione ribadiremo le nostre posizioni spiegando che questo approccio al problema del gioco d’azzardo non è quello giusto. Ma non sarà facile anche perchè ci si aspettava dal Governo centrale un intervento nazionale, norme univoche, che non sono mai arrivate.

Confcommercio contesta la sproporzione dei provvedimenti “rispetto alla gravità del fenomeno”. “Così si avvantaggia il sommerso e il gioco online. Al ludopatico basterà una carta di credito e una connessione via Internet. Siamo tutti d’accordo sul fatto che la salute va salvaguardata, ma nessuno pensa a quella psicofisica di chi come noi lavora onestamente”.

“In Consiglio Regionale spiegherò che di questi tempi, in questa situazione, per il nostro territorio anche la perdita di 50 posti di lavoro rappresentano un dramma. Purtroppo sono il presidente di una associazione in una piccola regione. Faccio quello che posso, vorrei che ci fossero più presidenti di più regioni pronti a sostenere e tutelare queste imprese”, conclude Dominidiato.

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