Il decreto Dignità introduce il divieto di pubblicità per le aziende di giochi e scommesse. La norma non si applica ai contratti in essere. Ma fino a un certo punto. Nelle quasi due settimane passate tra l’approvazione del testo in consiglio dei ministri e la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, c’è stata una corsa alla firma di nuovi contratti proprio per anticipare l’entrata in vigore del divieto. Per questo, nella versione finale del decreto legge, si stabilisce che i nuovi contratti decadranno un anno dopo l’entrata in vigore del divieto. Le aziende del settore hanno protestato in particolare su questo punto. Ma il governo, secondo Il Corriere,  non ha intenzione di cambiare il testo in Parlamento. Tuttavia la tagliola che scatta dopo un anno sui contratti già firmati potrebbe essere a rischio di incostituzionalità. Ci sono approfondimenti in corso.

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