“Il governo terrà conto dei rilievi e delle osservazioni che emergeranno da Camera e Senato nel corso del dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio. Ho prospettato ai leader delle opposizioni un tavolo di confronto col governo. Al momento questa proposta è stata rifiutata, se ci fossero ripensamenti posso confermare che la proposta del governo permane immutata e non sottende una confusione di ruoli o sovrapposizione di responsabilita’: il governo e’ consapevole della piena responsabilita’ di ogni sua decisione”.

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Lo ha detto il premier Giuseppe Conte (nella foto) intervenendo nell’aula di Montecitorio, ribadendo la necessità di introdurre nuove limitazioni: “La curva dei contagi di sabato ha imposto un nuovo corpus delle misure restrittive da adottare anche prima di mercoledì 4 novembre. Il dialogo con tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento è fondamentale. Il quadro epidemiologico nazionale ed europeo appare particolarmente critico: la pandemia corre inesorabilmente e impetuosamente in tutto il continente. Nelle ultime settimane l’incremento di casi Covid è stato di 150 contagi per ogni 100mila abitanti ed anche nel nostro Paese la situazione è in peggioramento. Gli italiani contagiati sono di numero ben più elevato rispetto alla prima ondata anche se la qualità dei contagi è diversa e inferiore. Oggi fino al 96% delle persone sono asintomatici o presentano sintomi lievi”.

“Prevediamo, in linea con quanto stabilito in materia di sale da gioco, lo stop dei corner scommesse e dei videogiochi su tutto il territorio nazionale” ha aggiunto il Premier. “Pensiamo alla chiusura dei centri commerciali nel weekend ad eccezione di negozi alimentari, parafarmacie e farmacie, tabacchi ed edicole dentro i centri. Sui mezzi di trasporto pubblico ci sarà una capienza massima del 50 per cento – ha proseguito – e prevediamo limiti alla circolazione delle persone verso le regioni più a rischio e nella fascia serale. Chiudono anche i musei e le mostre d’arte. Infine, anche per le scuole medie sarà prevista la didattica a distanza”.

E ancora: “378129 contagiati a ieri, il 94%, 357288 risulta in isolamento domiciliare. Al picco della prima ondata, si curava in casa solo il 51,8% dei contagiati. Solo lo 0,5%, 1939 persone, risulta ricoverato in terapia intensiva contro il 6,7% della prima ondata. Gli isolati contagiati sono in gran numero anche se la gravità rispetto alla prima ondata sembra diversa. Gran parte delle persone sono asintomatiche o paucisintomatiche, fino al 95% delle persone ci sono sintomi lievi. Ieri 1939 persone erano in terapia intensiva, occupando il 21% dei posti totali. I pazienti in terapia intensiva ora sono la metà dei posti letto attivati, all’inizio dell’emergenza c’erano 5179 posti disponibili. In questi mesi abbiamo distribuito 3370 nuovi posti, nuovi ventilatori, a ora ci sono 9052, più 75% dei posti in terapia. 1789 ventilatori sono ancora a disposizione del Commissario Arcuri che porteranno i posti 10841. Adesso non stiamo subendo un’insostenibile pressione nei reparti di terapia intensiva ma il crescendo è preoccupante nei restanti reparti, particolarmente nelle terapie subintensive e nell’area medica in particolare. Per questo la scorsa settimana è stato sottoscritto un accordo stralcio con medici di medicina generale e pediatri per somministrare test rapidi antigenici per poter curare i pazienti presso i propri domicili per alleggerire la situazione dei ricoveri”.

“Alla luce dell’ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune regioni siamo costretti a intervenire in una ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità” delle Regioni, ha detto Conte. “Ci sono specifiche criticità in Regioni e province autonome. L’rt nazionale è a 1,7 ma in alcune regioni ovviamente il dato è superiore. Esiste un’altra probabilità che 15 regioni superino le soglie critiche nelle aree delle terapie intensive e delle aree mediche nel prossimo mese. Non stiamo subendo un’insostenibile pressione nei reparti di terapia intensiva ma registriamo un crescente preoccupante affolamento negli altri reparti come le terapie sub intensive e le aree mediche in generale, ha aggiunto Conte sostenendo che i dati “confermano che c’è una rilevante differenza rispetto alla prima ondata” anche in termini di risposta sanitaria e presidi e equipaggiamenti medici.

“La cura presso i domicili serve per alleggerire gli ospedali, Arcuri ha acquistato 10 milioni di test rapidi in modo da ridurre le quarantene. È stata avviata una richiesta per tamponi molecolari che porterà 250 mila tamponi molecolari al giorno. In questo modo aumenterà lo screening della popolazione italiana fino ad arrivare a 350 mila test al giorno, con uno scenario avverso disporremo anche di personale militare. L’evoluzione dell’epidemia risulta però molto preoccupante. Riteniamo necessario assumere una decisione orientata che ottempli nuovi interventi restrittivi modulati sulla base del livello di rischio nei territori. Su base di criteri scientifici predefiniti ci sarà un regime differenziato basato su diversi livelli regionali. A marzo sprovvisti di un piano abbiamo emanato provvedimenti che ci hanno portato un lockdown generalizzato, oggi invece abbiamo una struttura di prevenzione”.