“Torno, purtroppo, a parlare di azzardo e lo faccio su un qualcosa che è avvenuto che mi ha inquietato particolarmente, non solo per le sue dimensioni, ma anche proprio per le sue caratteristiche. Qualche mese fa, un’operazione coordinata con la Guardia di finanza, la DIA, le forze dei carabinieri e anche la polizia, ha sgominato un giro miliardario di scommesse illecite che faceva capo a criminalità organizzata, soprattutto in Puglia, in Sicilia e in Calabria.

Ci sono stati 68 provvedimenti su questo, 68 arresti per importanti esponenti di questa criminalità organizzata e ci sono state 80 perquisizioni per un giro di sequestri che ha portato circa a un miliardo di euro, tutto che ruotava intorno al gioco online”. Lo ha detto in Aula alla Camera, il deputato M5S, Francesco Silvestri, illustrando la sua interpellanza sull’operazione Galassia.

“I soldi riciclati, praticamente, attraverso questa rete di scommesse, sarebbero filtrati poi per paradisi fiscali, per ritornare sotto forma di investimenti legali su locali, ristorazioni e beauty farm. Ora, non è più l’eccezione, è la regola. L’azzardo, soprattutto quello online, quello mediato dalle piattaforme digitali, è diventato il veicolo principale del riciclaggio, ma non lo dico solo io, lo dice anche il nostro procuratore antimafia, il quale sostiene che il contrasto all’azzardo è la nuova frontiera per la lotta alla mafia.

È importante capire che siamo a un bivio, è importante capire che oggi la criminalità organizzata compie dei reati evoluti, come è evoluta la nostra società postindustriale. Siamo praticamente ad una mafia 3.0. Io voglio semplicemente citare le conversazioni che sono emerse dalle intercettazioni fra chi reclutava persone, fra gli hacker, fra i mafiosi: “cerco i nuovi adepti nelle migliori università mondiali e tu vai ancora alla ricerca di quattro scemi in mezzo alla strada che vanno a fare bam bam, io invece cerco quelli che fanno clic clic, quelli che cliccano e movimentano, è tutta una questione di indice, capito?” Ecco come si sta muovendo oggi la mafia: recluta, praticamente, nelle nostre università di ingegneria informatica.

Ma il dato che, come dicevo prima, mi inquieta particolarmente è che oggi scopriamo che anche la media infrastruttura digitale sorvegliata dallo Stato, ovvero la SOGEI, è violabile, è vulnerabile. Oggi in Italia ci sono 3 milioni e mezzo di persone che hanno un conto di gioco: 3 milioni e mezzo! Sui dati di questi movimenti poi si è creato anche un mercato secondario di informazioni, con università che prendono questi dati, li ordinano in un fatto statistico e li rivendono un’altra volta alle società di marketing, che tracciano un profilo del giocatore. Questo io lo trovo abbastanza aberrante, ma poi su questo tornerò con forza e anche con tutti gli strumenti che mi competono per approfondire la situazione.

Per me il problema è che si sono di fatto sottovalutate, in questi anni, tutte le inchieste in Puglia, in Lombardia, in Sicilia e altrove, che ci sono state nel caso. Si è fatta una propaganda per la rassicurazione degli upgrade tecnologici del gioco legale sicuro, che è affidato di fatto alla polizia dei monopoli. Dal 2005, dal caso delle black slot, non so se ve lo ricordate, quelle centinaia di migliaia di macchine mangiasoldi completamente scollegate dalla rete che lavoravano in nero, nel corso degli anni la nostra cronaca ha visto una miriade di casi tutti legati al gioco online, con l’esplosione soprattutto dei casinò online.

Ora, chi doveva fare il proprio lavoro l’ha fatto, le forze dell’ordine lo fanno e lo fanno sempre e portano a casa dei “successi”, tra virgolette, di cui li ringrazio fortemente, ma adesso il testimone passa anche un po’ alla politica, che deve intercettare quello che sta avvenendo in questi campi. Questa è una nuova opportunità che gli investigatori hanno creato e che sta a noi correggere e dobbiamo esserne assolutamente all’altezza.

Per questo chiedo, anche con una considerevole urgenza e anche vista l’attualità politica, se è intenzione di questa Amministrazione avviare un’indagine interna per verificare l’effettivo sistema informatico della SOGEI; e soprattutto volevo anche un’opinione su come sia potuto succedere un qualcosa di queste dimensioni, soprattutto perché moltissime piattaforme avevano di fatto il marchio dei Monopoli dello Stato”.