“Cosa contenga analiticamente il contratto di acquisto della ricerca stipulato tra Agenzia delle dogane e dei monopoli e Istituto superiore di sanità; quali accertamenti ispettivi si intendano promuovere sulla direzione dell’ISS; se ritengano di valutare la sussistenza dei presupposti per segnalare lo svolgimento della procedura contrattuale all’Anac per la verifica della rispondenza di tutto il processo ai requisiti previsti per le procedure di evidenza pubblica; quali iniziative si intendano intraprendere per valutare l’idoneità della ricerca «in economia» da parte dell’Istituto superiore di sanità, ovvero mediante l’impiego di strutture pubbliche come è prassi dello stesso Istituto su molte patologie monitorate; quali misure di garanzia intendano promuovere per la custodia e il corretto impiego del database, anche attraverso un protocollo di accesso alle informazioni; quali direttive si intendano diramare per lo svolgimento di future indagini epidemiologiche, con modalità tali da garantire l’assenza di conflitti d’interesse; quali iniziative intendano adottare per la prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo patologico e per la verifica ex ante di iniziative di informazione e controllo, in modo da evitare la diffusione di messaggi impropri e fuorvianti che potrebbero essere veicolati con il coinvolgimento dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli o peggio di concessionari di Stato del gioco d’azzardo”.

E’ quanto chiede l’on. Francesco Silvestri (M5S) in un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro dell’economia e delle finanze e al Ministro della salute. “Premesso che: l’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm) ha commissionato all’Istituto superiore di sanità (Iss) un’indagine epidemiologica sul gioco d’azzardo e a tal fine ha inserito l’impegno di spesa nel programma degli acquisti di beni e servizi; la pratica del gioco d’azzardo evolve in numerosi casi in sviluppo di forme di vera e propria dipendenza che la legge 9 agosto 2018, n. 98, prescrive di denominare in atti pubblici come «Disturbo da gioco d’azzardo» (Dga); un’indagine epidemiologica ha lo scopo di rilevare nella popolazione italiana la diffusione di tale disturbo e delle fenomenologie che ne attestano il rischio; l’Iss, ha pubblicato un avviso pubblico per l’affidamento del servizio «per la realizzazione di indagine epidemiologica sul gioco d’azzardo nella popolazione residente in Italia suddiviso in 2 lotti»; la ricerca epidemiologica eseguita nell’ambito dei rapporti contrattuali è lo strumento scientifico del Ministero della salute per l’accertamento epidemiologico a supporto della sorveglianza sanitaria; la commissione della ricerca produce un effetto contrattuale che si traduce nella proprietà da parte del committente (Adm) dei risultati del servizio stesso (database, report, analisi e statistiche); lo studio epidemiologico, indicato come «trasversale di tipo osservazionale nella popolazione adulta», si è basato su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 12.056 adulti (18+), con una stima del tasso di adesione del 51,2 per cento. Di questi, 12.007 sono risultati validi per le analisi (47,6 per cento maschi e 52,4 per cento femmine); risulta che la Explora S.n.c. si sia aggiudicata entrambi i lotti per l’indagine epidemiologica sul gioco d’azzardo per una somma complessiva pari ad euro 739.000,00; suscita gravi perplessità – in ordine alla natura di «ricerca epidemiologica» dell’«indagine commissionata» – la presenza di alcune domande, tipiche di rilevazioni a fini commerciali, laddove si fa riferimento a quanto i «giocatori» distribuiscano le loro preferenze nei luoghi fisici dell’azzardo tra i singoli marchi delle aziende concessionarie e quanto le preferenze sui siti internet si distribuiscano nelle piattaforme in corrispondenza, parimenti, dei marchi dei concessionari; per favorire le risposte alle interviste è stato corrisposto a ciascun cittadino intervistato un buono per acquisti commerciali del valore di euro 10; l’indagine conoscitiva commissionata dall’Adm all’Iss ha comunque prodotto una notevole quantità di dati sensibili il cui impiego per fini non interamente controllati dal Ministero della salute potrebbe determinare conseguenze imprevedibili e accrescere il rischio di sfruttamento commerciale, poiché il dato dei giocatori, acquisito ed elaborato in base ad algoritmi studiati dall’Iss e utilizzato con concetti tipici del marketing potrebbe risolversi in indicazioni che recano pregiudizio alla salute pubblica; il difetto di trasparenza ha comportato l’esclusione della comunità scientifica e del mondo degli operatori dalla valutazione ex ante e in itinere della fondatezza del progetto originario, della qualità di svol- gimento della raccolta dei dati, della elaborazione e del commento conclusivo; l’esclusione della comunità scientifica e degli operatori impegnati sul campo ha determinato una grave e ingiustificabile «asimmetria informativa» tra le professionalità dei servizi istituzionalmente deputati (sociosanitari del settore pubblico e del non profit qualificato) e le professionalità dell’Adm (ente statale di scopo a giudizio dell’interrogante, in conflitto evidente d’interesse); è di tutta evidenza che la priorità vada rigorosamente attribuita alla funzione di direzione strategica del Ministero della salute e che sotto tale profilo non possono esservi commistioni tra autorità sanitarie e Adm proprio per scongiurare conflitti d’interesse in danno dei cittadini”.

Commenta su Facebook