“Quali iniziative di competenza anche normative, intenda intraprendere per consentire alle società di gioco pubblico di avere accesso, al pari delle altre aziende appartenenti al settore produttivo, ai servizi bancari e creditizi al fine di poter svolgere regolarmente la propria attività nel rispetto delle normative vigenti, nonché in virtù della normativa generale sulle limitazioni dell’utilizzo del contante di cui alla legge 19 dicembre 2019, n. 157 e della legge 27 dicembre 2017, n. 205, che impone ai cittadini l’esclusivo utilizzo di un conto corrente sul quale depositare emolumenti derivanti da rapporti di lavoro e altre transazioni oltre una somma determinata”.

E’ quanto chiede il capogruppo del PD in Commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano (nella foto), in un’interrogazione a risposta scritta presentata Aula e rivolta al Ministro dell’Economia e delle finanze.

Si legge: “Per sapere, premesso che: con precedenti interrogazioni parlamentari è stato posto all’attenzione del Ministro interrogato il tema delle chiusure dei rapporti di conto corrente ad opera di alcuni istituti di credito nei confronti delle aziende di gioco pubblico; tale fenomeno, nonostante il perdurare dell’emergenza sanitaria in corso e della conseguente crisi finanziaria, non solo non si è arrestato, ma è proseguito con maggiore intensità e frequenza; innumerevoli e convergenti sono le segnalazioni provenienti dalle imprese del settore relativi ad una restrizione o chiusura dei rapporti di credito da parte del settore bancario; il settore del gioco pubblico è oggetto di privativa dello Stato e gestito in virtù delle concessioni assegnate attraverso procedure di selezione emanate dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, da aziende che svolgono, pertanto, attività e funzioni pubbliche in tale materia; tali operatori, nello svolgimento delle proprie funzioni, sono obbligati per concessione all’utilizzo di conti correnti dedicati per il corretto tracciamento dei flussi finanziari derivanti dalla raccolta di gioco e in quanto agenti della riscossione sottoposti al controllo della Corte dei conti; nell’ambito delle risorse raccolte durante l’attività di commercializzazione dei giochi pubblici gli operatori movimentano denaro pubblico, in quanto l’imposta da versare all’erario costituisce parte della raccolta; le operazioni comuni a tutte le aziende, quali ad esempio pagamento di stipendi, fornitori, contributi ed altre tasse, non possono che avvenire attraverso l’utilizzo di conti correnti bancari come disposto per legge; i conti correnti sono servizi pubblici essenziali per garantire il funzionamento del ciclo economico e, in quanto tali, non possono essere negati”.