“La proposta di legge di iniziativa parlamentare, all’esame del Comitato per la Legislazione in quanto contenente una delega al Governo, consta di 2 articoli suddivisi in 9 commi. L’articolo 1 intende comprendere esplicitamente nell’attività agricola, conformemente al dettato dell’articolo 2135 del codice civile, l’allevamento degli equidi in tutte le sue fasi, nonché le attività che caratterizzano l’intera filiera dell’allevamento. Dispone, conseguentemente, che siano applicate le disposizioni fiscali e previdenziali del settore agricolo e che i i lavoratori dipendenti delle imprese che svolgono l’attività di ippicoltura siano inquadrati, dal punto di vista previdenziale, nel settore agricolo e pertanto siano considerati come lavoratori agricoli”.

E’ quanto si legge nel Dossier “Elementi di valutazione sulla qualità del testo” del Servizi Studi della Camera – Documentazione per l’attività consultiva del Comitato per la legislazione con riferimento alla proposta di legge “Disciplina dell’ippicoltura e delega al Governo per l’adozione di disposizioni volte allo sviluppo del settore“.

“L’articolo 2 delega il Governo ad adottare, entro due anni dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, uno o più decreti legislativi per lo sviluppo dell’ippicoltura, dettando princìpi e criteri direttivi; stabilisce, inoltre, che i decreti legislativi siano adottati su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Il comma 4 autorizza il Governo ad emanare, entro un anno dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi, disposizioni integrative e correttive.

Coordinamento con la legislazione vigente e semplificazione

Il provvedimento, che reca un termine di delega di due anni, non prevede il parere delle competenti commissioni parlamentari sugli schemi di decreto legislativo; in proposito, si ricorda che l’articolo 14, comma 4, della legge n. 400 del 1988 prescrive di richiedere il parere alle Camere nel caso in cui la delega ecceda i due anni.

Chiarezza e proprietà della formulazione del testo

Si valuti l’opportunità di approfondire la formulazione di alcuni principi di delega; in particolare: la lettera a) del comma 2 dell’articolo 2 prevede come principio e criterio direttivo quello di assicurare la completezza, la chiarezza e la semplicità della disciplina delle attività di ippicoltura; in tal senso si prefigura quindi una delega di riassetto normativo; al riguardo si ricorda che la giurisprudenza costituzionale (sentenza n. 170 del 2007) ritiene in questi casi ammissibile l’introduzione di soluzioni sostanzialmente innovative soltanto nel caso in cui siano stabiliti principi e criteri direttivi idonei a circoscrivere la discrezionalità del legislatore delegato; con riferimento al principio di delega di cui alla successiva lettera g) (“promuovere l’allevamento dei cavalli sportivi da parte delle imprese agricole e valorizzare i cavalli allevati, a livello nazionale e internazionale”) si valuti l’opportunità di inotrudrre ulteriori delimitazioni dell’ambito di intervento del legislatore delegato; alle successive lettere i), l), m) ed n) andrebbe valutata l’opportunità di fare riferimento ai nuovi programmi di sviluppo rurale per la programmazione finanziaria 2021-2028 dell’Unione europea piuttosto che a quelli della programmazione 2014-2020 alla successiva lettera o) si valuti l’opportunità di specificare meglio la natura giuridica dell’istituenda agenzia per la promozione degli equidi allevati in Italia”.