Presentata interrogazione a risposta orale dall’on. D’Orso (M5S), MARTINCIGLIO, CASA e ASCARI su gioco da tavolo composto da 100 carte illustrate chiamato «Squillo» presente sul mercato nei negozi ludici e store online, sin dalla sua prima edizione.

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per le pari opportunità e la famiglia. — Per sapere – premesso che:

da tempo, è in circolazione sul mercato nei negozi ludici e store online, sin dalla sua prima edizione, un gioco da tavolo composto da 100 carte illustrate (riservato ad un pubblico adulto e vietato ai minori di anni diciotto) chiamato «Squillo» oggi nella versione «Deluxe Edition» distribuito dalla società «Raven»;

in questo gioco di ruolo – dai contenuti espliciti e violenti – ogni giocatore deve vestire il ruolo di sfruttatore di prostitute che, secondo le regole del gioco, deve gestire l’attività di sfruttamento di prostituzione delle ragazze raffigurate in ognuna delle carte contenute nel gioco. Le ragazze, nel gioco, possono anche essere uccise e i loro organi umani venduti;

in particolare, sul sito web della «Raven Distribution», nella scheda illustrativa del prodotto, si legge così: «SQUILLO è un nuovo gioco di carte dallo spirito estremo e divertente! Qui ogni giocatore ricopre un ruolo (quello di sfruttatore di prostitute) gestendo colpo su colpo le sue ragazze, divise tra escort, battone di strada e giovani promesse, ognuna con una propria particolarità, parcella e ricavato finale in caso di k.o., e… successiva vendita degli organi… Lo scopo è quello di sconfiggere il “pappone” avversario, manovrando le proprie squillo con i limiti e le abilità dettate dalla scheda»;

risultano in commercio altri giochi simili distribuiti sempre dalla «Raven» come «Squillo – Bordello d’Oriente»; «Megere e Meretrici»; «Squillo Time Travels – Deep Space 69»;

il gioco – diventato una specie di cult – sin dalla sua prima uscita è stato ed è, tuttora, fonte di polemiche e di indignazione tra le istituzioni e l’opinione pubblica per il suo carattere violento e sessista, tanto da indurre già, anni addietro, alcuni parlamentari a presentare delle interrogazioni parlamentari e molte associazioni rappresentative della tutela dei diritti delle donne a chiederne il ritiro dal commercio;

inoltre, sebbene riservato a fruitori adulti, è evidente il carattere diseducativo del gioco in questione che, peraltro, banalizzando e deridendo la mercificazione del corpo di donne sfruttate e obbligate a vendere il proprio corpo da soggetti della criminalità organizzata, ne viola la dignità e la intima sofferenza, e rischia di alimentare e incoraggiare eventuali comportamenti violenti e sessisti dei quali spesso alcune donne sono vittime;

pertanto, anche alla luce dell’uscita sul mercato, proprio nel mese di ottobre 2019, di una nuova versione del classico «Squillo» chiamato «Squillo city» – così come preannunciata dall’ideatore del gioco, Immanuel Casto nell’intervista rilasciata il 30 settembre 2019 – si ravvisa la necessità non più procrastinabile di intervenire, onde evitare di depotenziare, tollerando l’esistenza in commercio di questi «giochi», tutte le iniziative dirette a prevenire e a contrastare la violenza di genere sia fisica sia psicologica che verbale in cui il Governo si sta impegnando anche quale battaglia culturale –:

se il Governo sia a conoscenza dei gravi fatti sopra esposti e quali iniziative di competenza, anche normative, ritenga opportuno adottare affinché sia evitata la diffusione e la vendita sul libero mercato dei giochi di cui in premessa, disponendone anche l’immediato ritiro, in quanto gli stessi violano i princìpi della libertà e della dignità delle donne, prima fra tutte di quelle ridotte in schiavitù dal crimine organizzato.