Il Comune di Milano è stato condannato a risarcire delle spese legali il titolare di una tabaccheria al quale aveva contestato sanzioni per oltre 30.000 euro per aver installato slot in violazione delle distanze minime dai luoghi sensibili.

La vicenda ha inizio nel 2013 quanto viene ceduta una tabaccherie ad un nuovo prorpietario all’interno della quale erano installate 4 slot. Successivamete al subentro il nuovo proprietario aveva stiputato un nuovo contratto con un concessionario di erte e successivamente con un gestore di apparecchi da intrattenimento. Nel corso di un controllo, nel 2017, emergeva che il proprietario non aveva mai presentato SCIA dei giochi ed è sprovvisto dell ‘autorizzazione AWP, con conseguente applicazione della sanzione ;
– da verifiche effettuate, era emerso che la precedente proprietaria della rivendita –  svolgeva anche attività di somministrazione di alimenti e bevande (per la quale non era necessario presentare SCIA dei giochi ) e che, all ‘atto della divisione delle due attività, gli apparecchi AWP erano rimasti all ‘interno dei locali della tabaccheria.
Dopo l ‘acquisto e in totale buona fede, la ricorrente ha proseguito nell ‘attività di rivendita di tabacchi con la convinzione che tutte le autorizzazioni/licenze/contratti le fossero stati trasferiti.

Per il giudice milanese “la questione preliminare e dirimente che viene sollevata dal ricorrente riguarda l’insussistenza dell’elemento soggettivo dell’illecito amministrativo . A tale riguardo, l ‘art . 3 L. n. 689/81 “pone una presunzione di colpa in ordine al fatto vietato a carico di colui che lo abbia commesso, riservando poi a questi l’onere di provare di aver agito senza colpa. Ne deriva che l’esimente della buona fede, applicabile anche all’illecito amministrativo di sciplinato dalla legge n. 689 del 1981, rileva come causa di esclusione della responsabilità amministrativa – al pari di
quanto avviene per la responsabilità penale, in materia di contravvenzioni – solo quando sussistano elementi positivi idonei a ingenera re nell’autore della violazione il convincimento della liceità della sua condotta e risulti che il trasgressore abbia fatto tutto quanto possibile per conformarsi al precetto di legge, onde nessun rimprovero possa essergli mosso” (Cass. n. 4114/2016; n. 136 70/2009 ; n. 10607/2003). Pertanto, come osservato dal Comune di Milano, in tema di illeciti amministrativi, la responsabilità dell’autore dell’inf razione non è esclusa dal mero stato di ignoranza circa la sussistenza dei relativi presupposti, ma occorre che tale stato sia incolpevole, cioè non superabile dall’interessato con l’uso dell’ordinaria diligenza (cfr. Cass. n.
6018/2019). Dall ‘esame della documentazione allegata dalla ricorrente e della sua prospettazione difensiva, nel caso di specie, è configurabile l’estraneità del trasgressore a ogni profilo di colpa poichè emergono negli atti di causa element i positivi che poss ono considerarsi idonei ad ingenerare, nell’autore della violazione, il convincimento della liceità del suo operato. Nella fattispecie in esame, tali elementi sono rappresentati :
– dal contenuto dell’atto di cessione del ramo d’azienda , che espressamente trasferisce tutte le licenze e le autorizzazioni relative all’attività commerciale;
– dalla preesistenza degli apparecchi da gioco nei locali della tabaccheria;
– dall’essersi regolarmente iscritta all ‘Albo RIES e pagato i diritti annuali ;
– dall’aver proseguito l’attività già svolta dalla precede nte proprietaria;
– dall’aver acquista to l’attivit à ben prima dell a L. R. n. 8/2013 e della sua entrata in vigore.
In considerazione di tali elementi l’errore compiuto ne esclude la responsabilità perché incolpevole”.