I giudici del Tar Liguria hanno accolto il ricorso dei titolari di un centro scommesse di Rapallo contro il provvedimento a firma del Questore della Provincia di Genovacon il quale è stato disposto “il respingimento dell’istanza per il rilascio della licenza per la raccolta di scommesse e il regolamento sui punti gioco del Comune di Rapallo.

Il Tar ha ricordato di aver fatto proprio il parere del CDS nel quale si sottolinea “la differenza tra le sale giochi dotate di strumenti elettronici (VLT) e i punti di mera raccolta delle scommesse, come è nel caso di specie, è accettata in generale dalla normativa, e consiste nella strumentazione offerta alla clientele, che per gli spazi VLT consiste nella presenza di apparecchiature elettroniche capaci di monopolizzare l’attenzione del giocatore seriale, mentre le sale scommesse offrono soltanto un luogo per la raccolta, appunto, delle scommesse”.

Viene evidenziato anche che “la regione Liguria si è determinata in argomento con la citata legge 2012, n. 17, che è rubricata ‘disciplina delle sale da gioco’;

che il comma 2 dell’art. 1 della legge citata distingue l’esercizio delle sale da gioco dal gioco lecito nei luoghi aperti al pubblico;

che il regolamento del Comune di Rapallo laddove fa riferimento alle “agenzie di scommesse”, ai fini delle distanze dai luoghi sensibili, prende in considerazione solo quelle agenzie di scommesse nelle quali (ai sensi dell’art. 1, comma 2 del regolamento medesimo) vengano esercitate <<le tipologie di giochi previste dall’art. 110, comma 6 tulps, cosidette new slot e VLT , giochi leciti>> non essendo applicabile il regolamento alle agenzie di scommesse che nei relativi locali si limitano all’esercizio di attività di raccolta delle scommesse”.