tribunale
Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) – Il Tar Lazio ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro il Mef e Adm per l’annullamento del provvedimento amministrativo con il quale, previo diniego della richiesta telematica avanzata da (…), nella qualità di titolare della ditta individuale (…) con la quale veniva formulata la richiesta di rinnovo per l’anno 2018 dell’iscrizione nell’elenco per svolgere l’attività di esercente di apparecchi per giochi da intrattenimento mediante videoterminali ex art. 110 comma 6 a del TULPS, è stata disposta la cancellazione, con effetto immediato, della ditta (…), dall’elenco di cui all’art. 1, comma 82 della Legge 13.12.2010, n. 220 nonché dall’art. 24 del D.Lgs 6.7.2011, n.98, convertito con successive modifiche nella Legge 15.7.2011, n. 111.

“Ritenuto che, ad un primo sommario esame proprio della fase cautelare, anche a prescindere dai dubbi di ammissibilità del ricorso con riguardo alle censure rivolte avverso la comunicazione interdittiva antimafia del 16.3.2018, emanata dal Prefetto della Provincia di Brescia prot. n. 9798/18/U/AM/Area I, che non è stata non impugnata da parte ricorrente, il ricorso non appare assistito dal fumus in quanto l’adozione di tale ultimo atto, allo stato valido ed efficace, né suscettibile di delibazione incidentale da parte del Collegio, legittima sia il diniego di rinnovo dell’iscrizione per l’anno 2018 che la cancellazione da quest’ultimo; visto l’art. 57 c.p.a. nulla va disposto in ordine alle spese in considerazione della mancata costituzione delle amministrazioni resistenti, benché correttamente evocate in giudizio. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) respinge la domanda di misure cautelari”.

Commenta su Facebook