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(Jamma) Il Tar Liguria ha respinto il ricorso di un esercente contro l’ordinanza del Comuen di Genova che introduce distanze minime dai luoghi sensibili per le attività di gioco. I giudici ricordano che “di aver ritenuto in più occasioni (sentt. 189/2014 e 1053/2016) legittime le norme che consentono all’amministrazione locale di disporre l’interruzione delle attività esercitate in difformità dal titolo ottenuto e in violazione del regolamento. In questo caso va soltanto aggiunto che la scia depositata dall’interessata faceva riferimento alla cartoleria e alla chincaglieria, ad un internet point, al fax ed alle fotocopie, sì che la sala per scommesse si configura doppiamente illegittima, perché non prefigurata in una segnalazione depositata al comune e perché ubicata in un luogo prossimo ad un sito sensibile”.

E in effetti l’esercizio ” aveva ottenuto l’autorizzazione questurile 48/2016 per esercire un centro di raccolta delle puntate su rete fisica, ma il sopralluogo 12.7.2016 della polizia municipale permise di appurare che quanto avveniva nel locale configurava la differente ipotesi della sala scommesse.

Su tali presupposti venne inoltrata la segnalazione di rito agli organi amministrativi del comune, rappresentando che i locali aziendali si trovavano alla distanza di metri 215 (duecentoquindici) da un luogo indicato come sensibile dal regolamento comunale, che è individuato come la chiesa di nostra Signora degli Angeli; l’amministrazione ha allora aperto il procedimento che, dopo l’interlocuzione con la parte privata, si è concluso con la determinazione gravata”.

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