polizia locale
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(Jamma) – “Macchinette” per il gioco d’azzardo accese negli orari in cui è vietato e in due casi su tre con clienti che stavano giocando. La Polizia municipale di Modena, a seguito di controlli per il rispetto dell’ordinanza sugli orari di funzionamento di slot machine e simili, nella mattinata di mercoledì 14 giugno ha sanzionato una sala giochi e due bar. In un caso la sanzione al gestore è stata di 150 euro, negli altri due, quelli in cui due donne maggiorenni italiane stavano giocando, è stata di 300 euro per ciascun gestore.

Dopo il primo periodo dedicato ad attività di informazione, sono così diventati una quindicina i verbali elevati con relative sanzioni per il mancato rispetto dell’ordinanza del Comune di Modena che impone limiti orari all’attività di slot, videopoker e tutte le altre “macchinette” che prevedono vincite in denaro: possono funzionare per un massimo di otto ore al giorno (dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22) e per il resto della giornata devono essere obbligatoriamente spente.

“Le sanzioni elevate dopo un periodo di informazione agli esercenti – commenta Andrea Bosi, assessore alla Promozione della cultura della legalità – sono la conseguenza di un monitoraggio costante sul territorio. Con la Municipale stiamo inoltre portando avanti, anticipando in questo le recenti norme di attuazione della legge regionale, la georeferenziazione delle sale gioco e dei locali con ‘macchinette’ per poter individuare la loro ricaduta sui luoghi sensibili”.

L’ordinanza, inoltre, impone ai titolari di sale da gioco, bar, ricevitorie e tutti gli altri esercizi nei quali sono collocati apparecchi per il gioco d’azzardo, di esporre un cartello che indica agli avventori gli orari di funzionamento.

In base all’ordinanza, le violazioni alla disciplina degli orari di funzionamento e dell’obbligo di spegnimento sono punite con sanzione amministrativa da un minimo di 75 a un massimo di 450 euro. La violazione dell’obbligo di esporre l’avviso per il pubblico prevede invece sanzioni da un minimo di 50 a un massimo di 300 euro.

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