“Il progetto ci sembra intelligente. L’informazione è la cosa più importante, l’Agenzia è organo sia di regolazione che di vigilanza. Non si parla più di gioco illegale ma di illegalità nel gioco, che è un approccio completamente diverso. Oggi è importante comprendere che non esiste solo il gioco illegale in quanto tale, ma esistono anche delle infiltrazioni nel gioco legale. Questo ci porta a dover dire però un passo alla volta, già identificare un confine tra ciò che è legale e ciò che è illegale è fondamentale e questo si fa con un’attività di vigilanza molto forte. Il direttore ha attivato il gruppo operazioni, mai attivato in passato, che sta facendo da un anno e mezzo un’attività di repressione in questo senso molto forte. Noi crediamo tantissimo nell’App ‘Gioco Sicuro’, proprio perchè rientra nel concetto di fare un passo alla volta. In questo momento stiamo marcando l’identificazione certa dei punti legali, subito dopo puntiamo a fare precisi interventi per capire cosa effettivamente accade nei punti autorizzati. Noi oggi siamo perfettamente in grado di fare controlli capillari. Questo progetto che presentate oggi aiuta anche noi che siamo l’Agenzia e noi pensiamo di poter aiutare voi, ci teniamo tantissimo alla sicurezza. Inoltre noi abbiamo elaborato un algoritmo che permette in maniera certa la segnalazione dei frazionamenti delle giocate ripetute all’interno dei punti scommessa autorizzati. Così se emerge qualcosa che non va lo notiamo. Tutto questo sta portando a una collaborazione molto intensa con la UIF. Dire che il gioco legale non è gioco sicuro non è condivisibile, sicuramente ci sono delle anomalie che noi vogliamo eliminare tendendo alla perfezione. Sulla pubblicità noi rispettiamo il Decreto in atto, nella nuova concessione del SuperEnalotto che parte dal 1° dicembre, con riferimento all’atto di convenzione, non c’è infatti un euro che può spendere il concessionario per la pubblicità, può spendere solo soldi per informare il giocatore sulle probabilità di vincita. Il gioco non è un demone, porta qualcosa di molto di più di 10 miliardi di euro all’anno, di sicuro si può regolare e un miliardo in meno non cambia la vita di un Paese ma arrivare a dimezzare gli introiti per lo Stato è una questione che va sempre ragionata con la dovuta attenzione”.

Lo ha detto Stefano Saracchi, dirigente Ufficio giochi numerici e lotterie Agenzia Dogane e Monopoli, nell’ambito della presentazione di “Se questo è un gioco”, un progetto sperimentale realizzato da Avviso Pubblico e da Fondazione Adventum, attraverso il portale web www.sequestoeungioco.org.

Il progetto “Se questo è un gioco”, mira ad intercettare online il giocatore d’azzardo e i soggetti a rischio, invitandoli in un percorso di presa di consapevolezza e ad un dialogo tramite i social media, allo scopo di fornire aiuto concreto sia a loro che ai suoi familiari, con un servizio di chat di supporto e con il link diretto ai SerD di riferimento territoriale. Obiettivo del progetto è anche quello di informare e approfondire il tema del gioco d’azzardo e dei suoi correlati a favore dei media e degli stakeholder di riferimento, per configurandosi come portale di sensibilizzazione nel quale far intervenire esperti e parti interessate.