“Per tutti i gruppi usura e stupefacenti hanno caratterizzato la fase di accumulazione originaria, i cui profitti sono stati reinvestiti principalmente in attività legate al commercio al dettaglio, alla ristorazione e al gioco d’azzardo. Come noto, si tratta di settori a basso contenuto tecnologico e fortemente localizzati56, che consentono, quindi, ai clan di creare posti di lavoro utili per aumentare il proprio consenso sul territorio. (…) I clan raramente cercano le proprie vittime, ma sono queste che da zone diverse della città si rivolgono a loro: si tratta di tossicodipendenti con debiti di droga, ludopatici o imprenditori in difficoltà”.

E’ quanto si legge nella ricerca sul clan Casamonica affidata dall’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio all’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata (CROSS) dell’Università degli Studi di Milano con la direzione scientifica del prof. Nando Dalla Chiesa.