La legge entrata in vigore il 1 gennaio ha trasformato l’Albania in uno dei paesi con le più dure norme sul gioco d’azzardo; ciò nonostante, illegalmente, il gioco d’azzardo continua in molte aeree del territorio e, per questo, le autorità del paese stanno prendendo misure drastiche.

Più di 1.600 siti di scommesse online internazionali, infatti, sono stati inseriti dai fornitori del servizio internet del paese in una ‘lista di divieto d’accesso’, che è regolarmente aggiornata dai funzionari di polizia.

Il divieto di gioco a livello nazionale – che la maggioranza del partito socialista ha approvato alla fine di ottobre dello scorso anno – ha bandito centri scommesse e casinò online dalle zone residenziali e ha, almeno temporaneamente, congelato un settore che era in forte espansione. Il divieto rimarrà in vigore fino a quando non ci saranno nuove disposizioni governative.

L’unico a non esser stato intaccato dal decreto è il casinò situato a Tirana che, non a caso, ha registrato un esponenziale incremento nel numero dei suoi clienti. Neanche i numerosi Bingo, la lotteria nazionale e i biglietti gratta e vinci, sono stati coinvolti dal divieto.

I casinò elettronici – si legge su albanianews.it – dovrebbero essere trasferiti all’interno di hotel a 5 stelle o di aree turistiche con importanza nazionale che saranno determinate in seguito dal governo albanese.

Alcuni ex centri di scommesse sportive – ora trasformati in semplici bar – sono stati segnalati a causa di servizi illegali riguardanti scommesse online. Infatti, nonostante i 1627 siti di scommesse banditi dal governo, gli esperti affermano che non permettere del tutto le scommesse online è impossibile poiché attraverso alcuni servizi – proxy o rete virtuali – è possibile nascondere la vera posizione geografica dell’utente.

In questo contesto, l’inchiesta contro il gioco d’azzardo illegale ha portato all’arresto nella giornata di oggi di sei persone, le quali continuavano a gestire centri scommesse nonostante il divieto del governo. La polizia, inoltre, ha invitato i cittadini a denunciare altri casi del genere, attraverso il 112 o l’applicazione ‘Commissariato Digitale’.