Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna ha respinto – tramite ordinanza – due ricorsi presentati da altrettante società contro il Comune di Bologna in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento del Comune avente ad oggetto “Ordinanza di chiusura della sala scommesse/sala giochi ubicata in (…)”.

Per il Tar: “Considerato, ad una prima delibazione della causa, che i provvedimenti e gli atti regolamentari impugnati paiono immuni dai vizi di legittimità evidenziati in ricorso, tenuto anche conto del fatto che, nella specie, risulta accertato che il “luogo sensibile” individuato dal comune di Bologna è sito a distanza dai locali della ricorrente inferiore a quella minima di m. 500 prevista dal Regolamento comunale, in applicazione di quanto tassativamente stabilito dalla L.R. Emilia – Romagna n. 5 del 2013 in tema di “lotta alla ludopatia” (v. T.A.R. Emilia – Romagna sent. n. 55 del 2020);

Ritenuto che sussistono giusti motivi per compensare, tra le parti, le spese della presente fase cautelare.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna, Bologna (Sezione Prima),

Respinge l’istanza cautelare presentata dalla ricorrente”.