Stop anche alla Live roulette, quella con i croupier al servizio dei giocatori collegati da remoto con pc o smartphone. Ora il casinò di Sanremo è davvero chiuso come spazio fisico, resta attivo soltanto il settore dei giochi online virtuali: slot machines, bingo e poker.

L’altra sera le ultime puntate al tavolo connesso alla rete, rimasto aperto dalle 9 fino alle 3 di notte nelle ultime due settimane, dall’adozione del decreto «#iorestoacasa». Le ulteriori misure restrittive decise dal governo per cercare di arginare la travolgente avanzata del coronavirus, annunciate sabato sera dal premier Conte, hanno portato all’inevitabile blocco di ogni residua attività all’interno della casa da gioco, compresi gli uffici amministrativi (che hanno continuato a funzionare, seppure a scartamento ridotto). Rimangono in servizio – si legge su ilsecoloxix.it – soltanto gli addetti alla sicurezza, vigilantes privati e operatori impegnati sul fronte della tutela informatica.

Porte chiuse almeno fino al 3 aprile, dato che il casinò non rientra fra le attività produttive considerate essenziali. La decisione, inevitabile, è maturata nel pomeriggio di ieri al termine di un confronto a distanza fra il Cda guidato dall’avvocato Adriano Battistotti ed i responsabili dei cinque settori aziendali.

La chiusura costa alla casa da gioco più di 100 mila euro al giorno, stando alla media degli incassi annuali. Ora utti a casa, come gli altri dipendenti, circa 230 in tutto. Finora si è adottata la soluzione delle ferie forzate, ma adesso bisogna assumere altre decisioni. Si va verso il fondo di solidarietà per 9 settimane, tutela prevista dal decreto «Cura Italia», con garanzia dello stipendio all’80%.