“La Consulta ha intercettato questo tema proprio perché si è resa conto che molte persone si indebitavano a causa del gioco oppure affidavano al gioco la soluzione dei propri guai. Torniamo anche qui al discorso dell’educazione: su quale roccia vuoi fondare la tua vita che non può essere l’alea. Quindi, è un tema culturale, prima che economico. Ovviamente ci sono delle responsabilità politiche: lo Stato, da una parte, promuove il gioco e, dall’altra, insieme a noi cerca di contrastare gli effetti perversi e patologici dell’azzardo. Il Covid e il lockdown hanno avuto prima un effetto di remissione del sintomo, ma quando è finita la chiusura c’è stato un rimbalzo, mostrando che non si risolve il problema solo impedendo o vietando, ma c’è tutta un’azione educativa nei confronti delle persone, che devono dare il giusto spazio agli affetti, al lavoro, ai progetti, alla responsabilità verso gli altri”. Lo ha detto ad agensir.it il nuovo presidente della Consulta nazionale antiusura, Luciano Gualzetti.

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