A testa alta Giovanni, 25enne titolare di una sala scommesse Stanleybet a Grumo Nevano (NA), racconta la sua storia.

“Mi chiamo Giovanni, 25 anni. Era l’11 luglio 2010 quando fu inaugurata dai miei genitori questa sala. Io ero appena 15enne e non è mai passato un giorno che non sia stato presente. Dopo qualche anno fu venduta a terzi ma io fui indispensabile per i nuovi due titolari per conoscenze e competenze nel settore nonostante la giovane età. Sono passato così da essere figlio del titolare a semplice dipendente. Non ce la facevo a non andarci, nonostante studiassi, era più forte di me, l’ho sempre sentita mia. Dopo qualche anno, uno dei due titolari abdicò per il poco profitto e la propose di nuovo ai miei genitori che però non ne vollero sapere niente. Io ero poco più che diciannovenne ed ero uno studente universitario ma decisi di indebitarmi così giovane per diventare socio di quell’attività che sentivo troppo mia. Dopo meno di un anno, nel quale volontariamente non mi impegnai troppo, decidemmo di dividere la società e acquisii l’altra metà, lasciai gli studi (contro la volontà dei miei genitori) e a 20 anni diventai titolare unico completando la mia ascesa iniziata da figlio di titolare, passato poi a dipendente, socio ed infine finalmente titolare di quell’attività che sentivo troppo mia. Oggi sono 10 anni che sono costantemente li e l’anno scorso ho compiuto l’ennesimo passo investendo poco più di 30mila euro per rinnovarla completamente. La mia agenzia era una goccia nel mare prima della mia acquisizione, ora la società mi considera una delle migliori d’Italia. Pago ogni tipo di tassa e contribuiti per me e per il mio dipendente e non permetterò al governo di vanificare 10 anni di sacrifici. 10 anni di nessun pranzo domenicale, 10 anni di zero aperitivi con gli amici e di poche serate di venerdì o sabato perché il giorno dopo ero sempre l’unico a dover lavorare. Purtroppo neanche i 600 euro mi sono arrivati ma se anche fossero arrivati, sappiamo tutti che non servirebbero nemmeno per un solo pigione. I costi fissi, tranne Sky che da grande azienda ha sospeso i pagamenti, sono sempre gli stessi e sono insostenibili senza entrate. Aprire a settembre significherebbe per molte agenzie non aprire più, 8 mesi di costi fissi e senza sostegno altrui non sono per tutti sostenibili. Spero che la nostra voce arrivi a chi di dovere e che possano in fretta farci lavorare o quanto meno sostenere”.

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