Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro Ministero dell’Interno, in persona del Ministro pro tempore, Questura Pisa, in persona del Questore pro tempore, Unione Valdera, Comune di Casciana Terme Lari, non costituito in giudizio in cui si chiedeva la riforma della sentenza n. 347 del 19 marzo 2020 del Tribunale amministrativo regionale per la Toscana, sez. II, resa tra le parti, che ha respinto il ricorso proposto dagli odierni appellanti avverso: il provvedimento Cat. 11.E/2019 Div. P.A.S.I. 2^ Sez. del 5 gennaio 2019, notificato in pari data, a firma del Questore della Provincia di Pisa, con il quale si dispone il rigetto dell’istanza di cui all’art. 88 del T.U.L.P.S. per l’esercizio della raccolta delle scommesse; del Regolamento per l’esercizio del gioco lecito, approvato con deliberazione del Consiglio dell’Unione Valdera n. 20 del 26 novembre 2018, pubblicato sull’Albo pretorio dal 29 novembre 2018 al 14 dicembre 2018, richiamato per relationem nel provvedimento di rigetto sub a); di ogni altro atto e provvedimento ad essi presupposto e conseguente, ancorché incognito, ivi compresa la nota prot. n. 70882/2018 del 19 dicembre 2018 dell’Unione Valdera, allo stato incognita ma richiamata per relationem nel provvedimento di rigetto sub a).

Si legge: “Ritenuto che l’istanza cautelare difetta del fumus boni iuris, risultando accertata la prossimità del nuovo centro scommesse, ad una distanza di appena 365 metri, rispetto a un giardino pubblico (…) anche all’esito dell’istruttoria svolta dal Tribunale amministrativo regionale per la Toscana, ed apparendo legittima l’inclusione del giardino pubblico tra i luoghi sensibili, ove transitano e sostano soggetti tra i più esposti alla minaccia della ludopatia, quali anziani e giovani; ritenuto comunque che la delicatezza delle plurime questioni qui controverse afferenti alla lotta contro la ludopatia, certo bisognosa di approfondimento nel merito, costituisce ragione per compensare interamente tra le parti le spese della presente fase cautelare;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) respinge l’istanza cautelare. Compensa interamente tra le parti le spese della presente fase cautelare”.