Finisce davanti al TAR la controversia tra una società concessionaria di gioco legale e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a fronte della richiesta di quest’ultima di restituire le somme destinate all’assolvimento degli obblighi pubblicitari relativi al gioco, ma non più impiegate a tale scopo dopo l’entrata in vigore della norma contenuta nel Decreto Dignità che vieta la promozione del gioco.

Va detto che come da convezione di concessione tutte le concessionarie di gioco statale erano tenute a impiegare parte degli introiti per la promozione delle attività di gioco secondo le linee guida definite dalla stessa amministrazione.

Ritenuto che ai fini della decisione del presente ricorso appare necessaria una lettura integrale delle previsioni del contratto di concessione che non risulta essere stato depositato in giudizio né dalla parte ricorrente né dall’Amministrazione resistente;

Il Tribunale Amministrativo ha così stabilito che per “ricostruire con esattezza le modalità di calcolo” della percentuale “spettante al concessionario e la sua percentuale finale, circostanza controversa tra le parti” l’ Amministrazione resistente dovrà produrre in giudizio “copia integrale del contratto di concessione e di ogni altro documento contrattuale utile” a ricostruire le modalità di calcolo della percentuale finale in rapporto alla raccolta.