Il Consiglio di Stato Italiano, in accoglimento della richiesta della difesa del bookmaker Stanleybet, ha deciso di sottoporre alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea diversi quesiti riguardanti la compatibilità con il diritto dell’Unione della norma che ha consentito all’ADM di procedere al rinnovo della concessione delle lotterie istantanee per altri 9 anni, senza alcuna gara pubblica.

Nel 2010, venuta a scadenza la precedente concessione gestita dal Consorzio Lotterie Nazionali facente capo al Gruppo Lottomatica, la nuova concessione era stata affidata in esclusiva alla società Lotterie Nazionali, sempre facente capo a Lottomatica, con scadenza nel 2019. Con successiva norma di legge (il DL no. 148/2017), l’ADM veniva però autorizzata a disporre anticipatamente la “prosecuzione” della concessione sino al 2028, così come avvenuto. Quindi il gruppo Lottomatica ha beneficiato di una proroga per eguale periodo (9 anni) senza alcuna procedura di gara pubblica. Un vero e proprio regalo, l’ennesimo, in favore del concessionario storico.

Stanleybet, operatore europeo dei giochi a tutto campo, potenzialmente interessato anche al mercato italiano delle lotterie istantanee, ha contestato immediatamente il rinnovo senza gara della concessione, per evidente violazione delle norme europee in materia di concessioni, diritto di stabilimento e libera prestazione dei servizi, e dei principi di proporzionalità, trasparenza e imparzialità della Pubblica Amministrazione, oltre che per diversi profili costituzionali. Nel 2018, il TAR del Lazio ha rigettato il ricorso di Stanleybet. Ne è seguito l’appello dinanzi al Consiglio di Stato. ADM e la controinteressata Lotterie Nazionali avevano resistito all’impugnazione, anche con appello incidentale in relazione all’ammissibilità dell’appello.

La Quarta Sezione del Consiglio di Stato, con la propria sentenza no. 06079/2019 del 03.09.2019 ha rigettato gli appelli incidentali di ADM e Lotterie Nazionali. Nel contempo, con separata ordinanza no. 06102/2019 del 05.09.2019, i Giudici amministrativi hanno sospeso il giudizio di merito, con rinvio alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, per risolvere le numerose questioni pregiudiziali di compatibilità con il diritto dell’Unione dell’assetto normativo della proroga della concessione del Gratta & Vinci, che erano state sollevate da Stanleybet.

Nella propria ordinanza, in particolare, il Consiglio di Stato ha “espresso seri dubbi in ordine alla compatibilità” delle norme rilevanti del DL no. 148/2017 e delle misure attuative con il diritto dell’Unione, articolati in quattro (4) dettagliati quesiti, che puntualmente riprendono le prospettazioni di Stanley.

Questi quesiti riguardano sotto molteplici aspetti l’ammissibilità di un rinnovo senza gara, e a condizioni diverse, della concessione del Gratta & Vinci a favore (per la terza volta) di soggetti facenti capo sempre al medesimo operatore, Lottomatica, non ostante la previsione originaria della sua non rinnovabilità.

Dopo la decisione della Corte di Giustizia, la causa sarà “restituita” al Consiglio di Stato per la sentenza di merito. I tempi prevedibili sono intorno a due anni. Per di più, il Consiglio di Stato si è riservato, all’esito del giudizio pregiudiziale, di sollevare anche le questioni di costituzionalità proposte da Stanleybet, fornendo indicazioni sul tema della c.d. doppia pregiudizialità.

La storia si ripete. Ancora una volta, l’impianto discriminatorio in dichiarato favore degli operatori storici nazionali in materia di giochi viene denunziato per vie giudiziali, e per l’ennesima volta, ciò avviene ad iniziativa di Stanleybet. Il regolatore (già AAMS, ora ADM) sembra nuovamente ignorare il problema, e ad ogni nuova concessione messa a gara irresistibilmente ricade nel medesimo “peccato originale”. E gli operatori nazionali storici, in primis l’impresa dominante Lottomatica, si giovano ancora della straordinaria indifferenza dei Legislatori e degli Esecutivi che si sono succeduti per quasi un ventennio agli ostacoli frapposti all’accesso al mercato in condizioni di parità e non discriminazione degli operatori europei, in spregio alle norme e ai principi dell’Unione.

Giovanni Garrisi, CEO del Gruppo Stanleybet, ha dichiarato: “Siamo da oltre 20 anni impegnati in contenziosi di varia natura per il ripristino della legalità e per l’apertura dei mercati a condizioni paritarie tra tutti gli operatori. Ci prepariamo ad affrontare, con determinazione e assoluta competenza, il giudizio dinanzi alla Corte di Giustizia. Per la decima volta, contestiamo una gara escludente e discriminatoria, in materia di giochi, dell’Amministrazione italiana”.

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