A testa alta vuol dire anche non avere nulla da nascondere e rendere pubblico il proprio guadagno. Sì, proprio quel guadagno ‘dal gioco d’azzardo0 che il il senatore Vito Crimi ha definito ‘spropositato‘. C’è chi sceglie di pubblicare la foto della sala, un suo sorriso, Mario invece pubblica qualcosa di più: un dato inconfutabile sui suoi stratosferici guadagni.

“Sono il titolare di un negozio SNAI, svolgo questo lavoro da ben 46 anni e, durante la storia di questa attività, ne ho viste di tutti i colori ma quanto sta accadendo da alcuni anni a questa parte, un tale epilogo, non poteva essere prevedibile neanche sui libri di fantascienza. La nostra categoria paga l’inefficienza e l’improvvisazione della politica italiana non più adeguata alla struttura sociale dei nostri tempi.
Oggi “politica” vuol dire sempre di più improvvisazione, scollata completamente dal tessuto sociale, dalla storia, dalla cultura.
Cavalcare il “demone gioco” è diventato uno slogan comune, forse l’intenzione è quella di creare attenzione verso un settore con il solo scopo di nascondere i reali problemi della nostra società.

Non voglio dilungarmi ma si sappia che la mia azienda, come tante altre appartenenti ai settori più disparati, stava vivendo e lottando contro una lunga crisi economica che ci ha accompagnato in questi ultimi anni e, pur non producendo utili, è riuscita a rimanere in piedi con il solo intento di mantenere in vita i suoi dipendenti che, nell’arco di un decennio sono passati da venti a cinque.
E’ vero che ci sono imprese che si arricchiscono, parlo in generale ovviamente ma, questo fa parte della logica delle cose, delle regole dell’economia mondiale, ho letto che 2.000 imprese si sono trasferite in Olanda per eludere il fisco e che quindi non devono essere aiutate dallo Stato Italiano in questa fase di emergenza, giusto, molto giusto, ma i signoripolitici si sono mai chiesti perché le nostre imprese emigrano?

Voglio rendere pubblico il resoconto finanziario incasso-utili slot del mio negozio relativo al periodo dal 1 marzo al 7 marzo 2020, prima della chiusura forzata, dal quale si evince perfettamente ed inequivocabilmente chi realmente guadagna dalla nostra umile attività”.

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